«STREET GOSPELS - Bedouin Soundclash» la recensione di Rockol

Bedouin Soundclash - STREET GOSPELS - la recensione

Recensione del 06 mar 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Che musica vi aspettereste da qualcuno nato a Kingston? Qualcosa che ha che fare con il reggae, ovvio. Anche se si tratta di Kingston, Ontario e non di Kingston, Giamaica…. I Bedouin Soundclash arrivano dal Canada e la loro città di provenienza, per strane coincidenze del destino, dice già qualcosa della loro musica.
Alla fin fine, i Bedouin Soundclash non dicono nulla di originale, ma lo dicono bene: il reggae-rock ha avuto maestri insuperati nei Clash, e il gruppo canadese sembra rifarsi a questo modello in maniera abbastanza palese, non solo nel nome (che in realtà arriva dal titolo di un album del musicista israelo-americano Badawi), ma anche nel tono “movimentista” dei testi. Il motivo per cui vale la pena consigliare questo album è che, originalità a parte, la band canadese ha dalla sua una freschezza compositiva e sonora davvero notevole. Canzoni come “Walls fall down” e “St. Andrews” ti piacerebbe sentirle alla radio al posto delle solite produzioni rock o pop stereotipate. E, per una volta, è successo davvero: i Bedouin Soundclash hanno avuto un discreto airplay sui media nostrani, tanto che se andate sul loro sito trovate un messaggio di ringraziamento in italiano.
Insomma, i Bedouin Soundclah saranno pure un po’ prevedibili: ma la voce e la penna di Jay Malinowsky rende questo “Street gospels” una delle scoperte più accattivanti degli ultimi mesi: 13 canzoni, 42 minuti (finalmente un disco che non sbrodola!) che scorrono via che è un piacere. La musica, ogni tanto, può essere contemporaneamente leggera e intelligente: i Bedouin Soundclash ne sono la prova.

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