«DE ANDRE' IN CONCERTO - Fabrizio De André» la recensione di Rockol

Fabrizio De André - DE ANDRE' IN CONCERTO - la recensione

Recensione del 04 apr 1999

La recensione

Al progetto e alla realizzazione di questo disco dal vivo, Fabrizio De André aveva lavorato quando era già stato colpito, e duramente, dalla malattia. Nonostante la sofferenza, non aveva smesso per un attimo di progettare in qualche modo un seguito e un riscatto ad un tour che lo aveva riportato di fronte a chi continuava ad amarlo per le sue canzoni e che l’aveva visto costretto ad annullare alcune date per problemi di salute. Ora che De André non c’è più, preceduto dalla visione televisiva delle fasi salienti di questo stesso concerto, arriva nei negozi la testimonianza sonora di quello che è stato l’ultimo tour della famiglia De André al gran completo, visto che tanto Cristiano che Luvi - i due figli di Fabrizio nati da diverse unioni - fanno parte della formazione dei musicisti. Il concerto offre uno spaccato molto particolare dell’ultimo tour del cantautore genovese, non indugiando più di tanto - e a differenza del set completo del concerto - sul materiale dell’album "Anime salve", qui rappresentato soltanto da tre brani: liquidata anche la svolta epocale di "Creuza de mä" con l’apertura del concerto, ben presto si torna a viaggiare dietro le quinte dei ricordi, affrontando le canzoni dell’album "La buona novella", la storia del Dio uomo Gesù che viene al mondo. La vicenda umana e divina per eccellenza, che torna - e certo non è un caso - a essere raccontata da De André nel suo ultimo disco, mette in mostra più di qualsiasi altra cosa la qualità somma del cantautore genovese, quella di raccontare il mistero e il divino con occhio semplice e terreno, quasi ironicamente naif e al tempo stesso denso di pietà e amore. Il resto sono classici senza tempo, canzoni che da tempo innumerevole animano le serate intorno alla chitarra di spiaggisti e scout, giovani arrabbiati e studenti incompresi, futuri leader politici e circoli di intellettuali, tutti accomunati dalla capacità di sapersi riconoscere in quello che De André ha cantato e che ancora oggi conserva intatto tutto il suo valore. Si chiude il sipario su "Volta la carta", ennesimo classico di un disco che gli italiani tutti hanno già mandato in cima alle classifiche. Da avere, come del resto tutti i live di De André, e non solo quelli.
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