«DELL'IMPERO DELLE TENEBRE - Il Teatro degli Orrori» la recensione di Rockol

Il Teatro degli Orrori - DELL'IMPERO DELLE TENEBRE - la recensione

Recensione del 01 giu 2007 a cura di Giuseppe Fabris

La recensione

E' da ormai un anno che gli Il Teatro Degli Orrori scaldano i loro motori all'ombra dell'underground italiano, divisi tra sessioni in studio e concerti in tutta Italia. L'attesa per il loro debutto non è dovuta soltanto al grande eco provocato dalle loro esibizioni pubbliche o dai primi brani pubblicati in rete, ma dal fatto che la formazione nasce dall'unione di alcuni membri di due tra le band più potenti del panorama rock-alternativo italiano: gli affermati One Dimensional Man e i più giovani Super Elastic Bubble Plastic. La loro biografia racconta che questo nuovo progetto basato sulla lingua italiana (entrambi precedentemente usavano l'inglese) nasce dalla spinta di Pierpaolo Capovilla (voce), Francesco Valente (batteria) e Gionata Mirai (chitarra e cori). In seguito si unisce al basso Giulio "Ragno" Favero, già ex componente dell'"Uomo Unidimensionale" e affermato produttore della scena indie-rock nostrana. Il risultato della loro unione è un album duro e nero intitolato "Dell'impero delle tenebre" in cui ritroviamo la furia rock che li ha sempre contraddistinti unita ai testi drammatici e violenti scritti, e declamati in modo quasi teatrale, da Capovilla. Dieci canzoni in cui, con un ceffone, la band riesce ad unire il rock più duro con l'impegno sociale del cantautorato italiano, riuscendo a citare contemporaneamente Baudelaire, gli Scratch Acid, De André e Demetrio Stratos. Capovilla ci porta così in un purgatorio in cui espiare i peccati personali ("E lei venne"), i drammi del passato ("Compagna Teresa", storia di una staffetta partigiana), e gli orrori dei nostri giorni ("Carrarmato rock") senza lasciare troppo spazio alla speranza e all'ottimismo. Perché, come loro stessi cantano, "abbiamo perso la memoria del ventesimo secolo, e comunque sia... abbiamo perso".

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