«ECHOES, SILENCE, PATIENCE AND GRACE - Foo Fighters» la recensione di Rockol

Foo Fighters - ECHOES, SILENCE, PATIENCE AND GRACE - la recensione

Recensione del 28 set 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

E' difficile dire qualcosa di diverso dal solito e di negativo sui Foo Fighters. E' difficile anche quando esce un disco nuovo bello come questo “Echoes, silence, patience and grace”. Riassumendo: Dave Grohl non ha mai sfruttato più di tanto la sua provenienza dai Nirvana, e con i Foo Fighters ha saputo costruirsi una bella carriera a suon di grandi canzoni e di grandi concerti.
Questo album è la più bella conferma possibile a questa teoria. Ancora una volta, non è che dica granché di nuovo sulla band. Ma quello che dice, lo dice così bene... La notizia è che “Echoes, silence, patience and grace” è un disco regolare dopo il doppio “In your honor”, metà elettrico e metà acustico, a cui segui il live unplugged “Skin and bones”.
E' un disco vario, dicevano le anticipazioni. Vere, peraltro: ma il disco comunque parte a razzo con quella botta di adrenalina del singolo “The pretender” (spettacolare davvero, come il relativo video) e le successive “Let it die” e “Erase replace”. Uno pensa: “i Foo Fighters funzionano meglio sulle canzoni veloci”, perché sanno mischiare chitarre a tutto volume e melodia. Uno pensa, ma non fa in tempo a finire il pensiero che Grohl azzecca un paio di lenti come “Come alive” e “stranger things have happened”, che dimostrano la versatilità della penna e della voce di quest'uomo e della sua band. Il disco continua così, alternando momenti fragorosi (che fanno venire voglia di vedere la band dal vivo) ad altri più rilassati, scivolando piacevolmente fino alla fine.
Un capolavoro? Forse no. Ma un gran disco comunque: la classe non è acqua, e Grohl di classe ne ha da vendere.

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