«FRESH AS A DAISY – THE SINGLES - James» la recensione di Rockol

James - FRESH AS A DAISY – THE SINGLES - la recensione

Recensione del 28 ago 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Volevamo essere gli U2, e ce l'abbiamo quasi fatta. Questo avvrebbe potuto essere l'epitaffio dei James, quando nel 2001 annunciarono il loro scioglimento. Ora che si sono riformati, ne celebriamo invece la carriera con questa doppia raccolta, con due inediti freschi freschi.
Inglesi, i James di Tim Booth con gli U2 avevano in comune due cose: le ambizione epiche (però su una base più pop e meno chitarristica), e il sodalizio con Brian Eno, che produsse i loro dischi più belli, quelli di inizio anni '90, sopratutto “Laid”. Con un paio di singoli dei dischi precedenti (“Sit down” da “Gold mother”, “Born of frustration” da “Seven”) e con la title track di questo disco, quasi ce la fecero, arrivando anche ad un effimero successo in America. Poi la promessa di successo si sgonfiò, fino allo scioglimento del 2001, preceduto da prove non sempre esaltanti, e da raccolte, ristampe, dischi live e quant'altro fa un gruppo che guarda già indietro e non più avanti.
Sta di fatto che i James rimangono ancora oggi un gruppo largamente sottovalutato, di quelli che spesso l'industria ritiene “bruciati” per certi mercati, e che abbandona a se stessi e ai suoi fan. Eppure, la loro musica è uno dei migliori esempi di pop fresco ed intelligente, con vere e proprie gemme e piccoli capolavori, come le atmosfere acusticheggianti dei brani di “Laid” (“Sometimes” su tutte), le sperimentazioni di “Jam J” (che venne estratta da un disco di improvvisazioni in studio con Eno) o le atmosfere epiche di “We're gonna miss you”. Mentre le prime cose sono pop allo stato puro, più vicino ai Simple Minds che agli U2, i dischi successivi hanno saputo miscelare melodia con atmosfera e ricerca come pochi altri hanno saputo fare in Inghilterra.
La raccolta è un buon inizio per chi non conosce la band, e si spera anche un buon inizio per la band stessa; i due inediti sono belle canzoni, dotate di chitarre elettriche, che lasciano ben sperare per il futuro. Non troverete granché a livello di informazioni nel libretto (almeno i dischi di provenienza dei singoli si potevano mettere...), ma troverete buona musica, quella si.

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