«THE TRAVELING WILBURYS COLLECTION - Traveling Wilburys» la recensione di Rockol

Traveling Wilburys - THE TRAVELING WILBURYS COLLECTION - la recensione

Recensione del 26 giu 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Capitò tutto per caso, e finirono per vendere milionate di dischi. Immaginatevi 5 rockstar (ok, 2 pesi massimi, un grande ma meno famoso, un artista di culto e un produttore di successo: Harrison, Dylan, Petty, Orbison, Lynne) che cazzeggiano in studio. Ne esce una grande canzone, una b-side per il disco che il Prouduttore sta ultimando per la Rockstar numero 1. I discografici la ascoltano e dicono: “come? Sprecarla così? Facciamola diventare un disco”.
Lynne e Harrison avevano appena finito “Cloud nine” e ne venne fuori “Handle with care”, che diventò il primo brano dei Traveling Wilburys. Le 5 star decisero di usare degli pseudonimi, e si inventarono la storia che erano fratelli, i Fratelli Wilbury. “Vol. 1” fini per vendere 5 milioni di copie e venne seguito due anni dopo (1990) da un “Vol. 3”, una seconda puntata con la numerazione alterata.
I dischi vengono oggi ristampati per iniziativa di Olivia Harrison, vedova di George. A curarla è la sempre benemerita Rhino, che ha impacchettato il tutto con 4 brani inediti (2 per disco) e un dvd con un documentario e i clip girati al tempo dalla band. Esiste anche una “deluxe edition” in cofanetto.
Un supergruppo, insomma, estemporaneo ma non troppo, che servì a rispolverare e rilanciare delle carriere. A riascoltarli oggi, i dischi hanno patito un po' il tempo. Il primo lavoro è ancora molto piacevole, sopratutto per la voce di Orbyson e il songwriting di Harrison (“Heading for the light”) e Dylan (“Tweeter and the monkeyman”). Il secondo disco è invecchiato decisamente male, con canzoni meno fortunate, e un suono più plasticoso.
Il suono, già: il vero protagonista di questi due dischi fu Jeff Lynne, un passato nella Electric Light Orchestra, che aveva dato forma a “Cloud nine”, a questi due dischi e in quegli anni a cavallo tra fine '80 e inizio '90 andò in giro a rovinare (o migliorare, a seconda dei punti di vista) dischi di molta gente, diventando uno dei produttori più affermati: Tom Petty, ma anche lo sfortunato Roy Orbison, per la cui riabilitazione si mosse mezzo mondo in quel periodo, ma che morì prima che il secondo volume uscisse. E' quel suono ad essere invecchiato, non le canzoni. Il primo disco è ancora oggi decisamente da riscoprire, e la ristampa (con note, aggiunte, immagini, bonus) è fatta come Dio comanda, come tutte le cose curate dalla Rhino.

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