«A GENTE AINDA NAO SONHOU - Carlinhos Brown» la recensione di Rockol

Carlinhos Brown - A GENTE AINDA NAO SONHOU - la recensione

Recensione del 30 mag 2007 a cura di Luca Bernini

La recensione

Curioso: mentre da secoli il mondo ammira e più spesso invidia la freschezza e l’originalità della musica brasiliana e dei suoi esponenti di spicco, costoro – tra le fila dei quali Carlinhos Brown si inserisce di diritto per mole e qualità di scrittura – a volte fanno di tutto per somigliare di più al mondo che li invidia, dimenticandosi di essere brasiliani. Tentazioni angolofone, l’uso forme musicali più istituzionali hanno già ammorbato, in passato, album di grandi artisti come Milton Nascimento e Gilberto Gil, diluendone il tasso di originalità artistica. E questo è quello che succede anche, a tratti, nel nuovo album di Carlinhos Brown, rendendolo poco meno che perfetto come altrimenti sarebbe. Ciò detto, ci vuole qualche ascolto per entrare nella dimensione giusta e godere appieno di questo lavoro, soprattutto per chi è abituato a conoscere e frequentare Brown alla luce delle possenti costruzioni ritmiche che spesso caratterizzano la sua produzione. “A gente ainda não sonhou”, invece, parte sin da subito come un lavoro complesso e stratificato a livello musicale, con arrangiamenti che mettono insieme il DNA tipico del musicista brasiliano (già al fianco di Timbalada e dei Tribalistas, nonché accreditato produttore di star come Marisa Monte) combinandolo di volta in volta con arditi arrangiamenti orchestrali (è il caso dell’iniziale “O aroma da vida”), angloamericanismi (“Goodbye hello”, “Loved you right away”, contaminazioni reggae (come nel singolo uscito per anticipare la pubblicazione dell’album, “Garoa”) e momenti più felicemente intimisti (“Mande um email pra mim” e la splendida “Dia de voce”). Ascolto dopo ascolto l’album lascia filtrare tutta la sua musicalità, anche nei brani che sin dall’inizio avevano convinto meno (uno per tutti, “Everybodygente”, un pezzo che meriterebbe forse di trovare posto nel disco di un crooner di classe come Al Jarreau ma che qui suona decisamente fuori contesto. Per fortuna, al di là dei piccoli difetti citati sopra, questo album tiene molto bene a livello qualitativo e finisce per essere un buon lavoro, valevole sicuramente la spesa. Carlinhos Brown è un artista che difficilmente delude, un concentrato di energia vitale che fuoriesce con prepotenza anche da un album “smooth” e sentimentale come questo, che spesso lascia venir fuori in modo pulito e disarmante tutto il lato romantico del Carlinhos Brown marito e padre felice. Complimenti.

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