Plastiscines - LP1 - la recensione

Recensione del 08 giu 2007 a cura di Giuseppe Fabris

Debuttare all'età di vent'anni con un album che cita un punk-rock a metà tra la vecchia guardia dei Ramones e i più moderni Strokes non è facile. Capita alle Plastiscines, band formata da quattro ragazze parigine conosciutesi al Liceo che, dopo tre anni di gavetta, pubblicano per una major il loro primo album.

Le ragazze, ce lo hanno confermato anche durante il loro passaggio in Italia (vedi News), non vogliono sembrare assolutamente un gruppo costruito sulla moda musicale del momento e, anche se sfoggiano abiti sempre all'ultima moda, allo stesso tempo sono impegnate in lungo tour in tutta la Francia che ne conferma la vera qualità di musiciste.
"LP1", nonostante la mancanza di fantasia nella scelta del titolo, è un album che mostra un ascolto sentito e accurato di dischi punk-rock, con un felice gusto per la melodia e per i ritornelli dalla facile memorizzazione.
Ma se l'intenzione è meritevole il risultato è tutt'altro che soddisfacente. Come abbiamo già detto la base per delle buone canzoni ci sono, a mancare è purtroppo la cattiveria, lo stomaco, la grinta che ci si aspetta e si pretende da un disco che vorrebbe ispirarsi agli esempi di cui sopra.
Tranne in pochi casi, come "Alchimie", "Shake" e "Lost in traslation", le canzoni rimbalzano su ritmi divertenti senza mai pungere e talvolta ripetendo schemi e riff.
Ma non vogliamo che questa recensione sembri una stroncatura, le Plastiscines hanno mille alibi per aver prodotto un disco del genere (la giovane età, l'inesperienza) e un sacco di tempo davanti per trovare una propria voce e tirare fuori la grinta necessaria. Non basta avere un gruppo di belle ragazze con una manciata di canzoni carine per pensare di avere un prodotto musicale abbastanza maturo da potere essere immesso nel mercato, insomma: almeno, noi non ne siamo affatto convinti.

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