«COMPAGNIA NUOVE INDYE - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - COMPAGNIA NUOVE INDYE - la recensione

Recensione del 01 gen 1998

La recensione

La CNI è un’etichetta veramente sui generis nel nostro panorama musicale: partita in sordina con la produzione di alcuni artisti che in breve tempo si sono rivelati big di sicuro successo, ha allargato la sfera della propria attività nel corso di questi ultimi anni, finendo per essere adesso probabilmente l’indipendente più importante (in termini di repertorio) del nostro paese. Coraggiosi, quelli della CNI, lo sono sempre stati, visto che hanno saputo guardare per primi a quanto offriva il sud Italia proprio in un momento in cui la musica, i successi discografici e le vendite erano quasi totalmente in mano ad un’industria ‘nordista’. Ma lungi dal volerla buttare sul patriottico (ché la CNI firma artisti di tutt’Italia), la vera qualità dell’etichetta si è vista proprio dal punto di vista artistico, come espone benissimo questa doppia raccolta che miscela agevolmente i due filoni principali perseguiti da essa perseguiti. Se da un lato la CNI ha infatti tenuto gli occhi aperti e ha saputo scegliere dei grandi artisti folk (ci si perdoni il termine, tanto vasto quanto restrittivo, ma il patrimonio popolare è comunque presente in ogni singolo album dell’etichetta), come Agricantus, Sensasciou, Almamegretta, Tavernanova, Avitabile, Calic, Marcello Colasurdo, Tenores de Orosei, dall’altro lato, e soprattutto più di recente, si è aperta ad una forma musicale che potremmo chiamare transglobale, con gruppi che fanno della musica con forti riferimenti dance ed etnici: è il caso di Trancendental, Darmadar, degli stessi Agricantus, del progetto Upanishad e di quello Ashes, soltanto per citare i primi che ci vengono in mente. Album comunque tutti uniti da un forte senso della ricerca musicale e di sperimentazione, cosa che raramente capita nel nostro panorama. Ecco, possiamo dire che oltre a svolgere il ruolo di etichetta guida in questo settore, la CNI costituisce anche un’ottima fucina di talenti: e non a caso dopo l’accordo di distribuzione con gli agrigentini Tinturia (chi li ha già ascoltati, ne parla con entusiasmo) la CNI ha firmato i Klezroim, ensemble romano imparentato con la tradizione musicale ebraica. Su questo doppio cd trovate, assemblato in modo complesso ma tutto sommato abbastanza fruibile, una sorta di cronistoria di quanto fatto finora dalla CNI. Un assaggio è vivamente consigliato....

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