«OUT OF THE WOODS - Tracey Thorn» la recensione di Rockol

Tracey Thorn - OUT OF THE WOODS - la recensione

Recensione del 06 apr 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

25 anni. Questo l'intervallo di tempo tra i due dischi da sola di Tracey Thorn. In mezzo una vita, con un duo che, a suo modo, ha fatto la storia del pop inglese degli ultimi decenni, gli Everything But The Girl. Lei, per internderci, è quella che cantava “Protection” con i Massive Attack. Un viso irregolare, di quelli che quando li vedi non li dimentichi. E con il suo alter ego (e compagno di vita) negli EBTG Ben Watt si costruì un percorso unico, iniziando da un pop minimale e cantautorale (memorabile un disco di cover acustiche, "Acoustic", pubblicato nel 1992 a suggello della fine della prima parte della carriera). Poi il duo arrivò ad un pop sempre cantautorale ma su basi elettroniche. Il botto lo fece, nel 1994, un remix di “Missing”, che spopolò anche in discoteca. Da lì si aprì una strada per il duo, che fu tra i primi a provare questo tipo di contaminazione. Dopo varie fasi alterne (gli EBTG di fatto non incidono dischi dal '99, anno di “Temperamental”; dopo sono uscite solo raccolte e remix), arriva finalmente il momento per una nuova prova solista della cantante. "Out of the woods" segue “A distant shore” del 1982, pubblicato prima dell'esordio con Watts.
“Out of the woods” è un disco che nulla aggiunge e nulla toglie alla considerazione che si ha di Tracey Thorn, e della sua voce: l'inizio è quasi elegiaco, con voce sussurrata su un tappeto di archi, per “Here it comes again”. Poi subito dopo, in “A-Z”, entrano un bel sintetizzatore anni '80 e un tappeto di beat, e la Thorn canta con voce più riconoscibile. Il disco sta tra questi due estremi, con una predilezione per l'elettronica, ma anche con episodi delicati come “Hands up to the ceiling”. Forse si sente la mancanza di Ben Watt. O forse no: in brani come “Easy”, il lavoro dei programmatori e musicisti è quello di creare un buon tappeto, e questo capita in tutto l'album, visto che i suoni non prevaricano mai sulla voce.
In definitiva, “Out of the woods” è un bel disco: consigliato a chi ha amato gli EBTG, per cui rappresenta un buon compendio di questa artista, senza troppe novità ma comunque di buon livello. Ma consigliato anche a chi ama il mix tra elettronica e pop, e pure a chi apprezza le buone voci femminili: per chi non la conosce, qua ce n'è una tra le più belle e pulite uscite dall'Inghilterra negli ultimi 25 anni.

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