«TUTTO E' POSSIBILE - Finley» la recensione di Rockol

Finley - TUTTO E' POSSIBILE - la recensione

Recensione del 20 feb 2007 a cura di Paola Maraone

La recensione

Wow, dicono: pop punk all’italiana, finalmente. Da una cantina di Legnano fino all’alta rotazione su Mtv: i quattro ragazzi Finley hanno esordito con un album che ha fatto guadagnare loro un paragone con i Green Day. “Tutto è possibile”, già pubblicato l’anno scorso, esce ora in nuova versione con l’aggiunta di una manciata di canzoni (da 16, i brani diventano 20; c’è anche “Dentro alla scatola”, il brano inciso con Mondo Marcio, e tre cover che la band esegue normalmente dal vivo) e del dvd con i video dei singoli e le esibizioni live a Mtv. Il cd è idealmente diviso in due parti: la prima cantata in italiano, e la seconda in inglese. La cosa serve ad aggiungere credibilità e respiro internazionale a una band che davvero sogna di sbarcare oltreoceano, anche se la strada da fare è ancora lunga: certo il power-pop melodico che attraversa i brani ha diversi tratti accattivanti, ma da qui a gridare al capolavoro o alla rivelazione ce ne corre. Il punto debole sono soprattutto i testi, piuttosto banali: “Quando ormai l’estate se ne va/ Sei tu l’ultima speranza, l’unica x me, l’unica x me” (“Sole di settembre”) o “Mai mi scorderò di te, per sempre tu sarai dentro ai pensieri miei” (“Per sempre nei pensieri miei”) e ancora, “Quasi blu metallici, quasi come elettrici quegli occhi che ricordo anche se non li ho visti mai” (“Scegli me”). Niente a che vedere, insomma, con l’equivalente americano, che a musiche ritmate e incalzanti accosta testi duri e ben più maturi di quelli dei Finley. Che del resto sono (poco più che) adolescenti, e hanno probabilmente tutte le carte in regola per tirare fuori qualcosa di meglio in un futuro anche prossimo. Per ora non riescono a uscire dal cliché dei quattro bellocci capaci di muoversi bene su un palco e di tenere in mano una chitarra; ma senza (troppa) fretta potrebbero venir fuori – davvero – anche loro. Menzione d’onore, nel frattempo, per la title-track, per “Addio” e “Sirene”.

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