«MEET THE SMITHEREENS! - Smithereens» la recensione di Rockol

Smithereens - MEET THE SMITHEREENS! - la recensione

Recensione del 03 mar 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Un altro disco di cover? No, un “cover album”. Gli Smitheerens hanno deccso di rifare in tutto e per tutto “Meet the Beatles!”, il secondo album americano dei Fab Four, quello che di fatto servì, nel 1964, per il loro lancio sul mercato oltreoceano. Quel disco, che ripescava i brani a firma “Lennon-McCartney” di “With the Beatles” (uscito sul mercato inglese qualche mese prima, alla fine '63), insieme ad un'apparizione all'Ed Sullivan Show e al singolo “She loves you” fecero esplodere il gruppo anche in America.
Strana idea, ma non stranissima: quella di un “cover album”: si pensi al lavoro fatto in Italia da Morgan con DeAndré per la riproposizione di “Non al denaro non all’amore né al cielo”. Certo più singolare degli ormai abusati album a tema di canzoni altrui.
Pat DiNizio, mente e voce del gruppo, non è nuovo a queste idee singolari. La sua band si è fatta conoscere sopratutto per il “college rock” alla R.E.M. (memorabile un duetto con Suzanne Vega nel loro disco più bello, “Especially for you” del 1986), ottenendo qualche successo di classifica ma senza mai sfondare. Dopo alterne fortune negli anni '90, la band è andata in pausa e DiNizio si è inventato il “Living room tour”: gli scrivete al suo sito (www.patdinizio.com) e, ovviamente se vivete in America, lo invitate a suonare nel vostro salotto di fronte a famiglia e amici, ad un prezzo ragionevole. Sempre attraverso il proprio sito DiNizio ha registrato un album triplo di cover (un disco di standard, un disco di brani di rock e un disco di rielaborazioni di brani degli Smitheerens: una versione ridotta si trova su iTunes: “This is PatDiNizio”), mentre gli Smitheerens ogni tanto si facevano sentire dal vivo, ma senza incidere nuovo materiale in studio (l'ultimo album “God save the Smitheerens” è del 1999). “Meet the Smithereens!” è uno strano modo di tornare sulle scene, anche se in America sta portando qualche (piccola) attenzione ad un gruppo quasi sempre sottovalutato.
L'operazione è riuscita: la riproposizione delle canzoni è fedele ma non pedissequa, le chitarre sono un po' più rock, la voce di DiNizio un po' più profonda e maliconica. Certo, si può obbiettare che queste canzoni sono talmente famose e leggendarie che nuove versioni non possono aggiungere niente alle originali. Certo, è così. Ma “Meet the Smitheerens!” dimostra l'attualità e la freschezza di questo repertorio, e anche la bravura degli Smitheerens, di cui viene voglia di andare a riscoprire il repertorio precedente. Un bel disco, un'idea divertente: nulla di più ma neanche nulla di meno. E poi, che bello quando i dischi non sbrodolavano: 12 canzoni, neanche 30 minuti che riascolti con piacere, senza perderti tra troppa musica e brani troppo lunghi.
Un'ultima nota: “Meet the Smitheerens!” attualmente è reperibile in Italia solo nei servizi di distribuzione digitale (iTunes o eMusic). Verrà importato in Italia tra poco meno di un mese dalla Universal. L'edizione “fisica” annovera delle note di copertina di Lenny Kaye, chitarrista di Patti Smith e storico del rock, già responsabile di quella stupenda opera di riscoperta del garage rock che fu “Nuggets”.

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