«SKIN AND BONES - Foo Fighters» la recensione di Rockol

Foo Fighters - SKIN AND BONES - la recensione

Recensione del 07 dic 2006

La recensione

Un altro disco live? Un altro disco acustico? Ebbene si, anche se questo - come recita l'adesivo in copertina - è il primo per i Foo Fighters.
Non è un caso che i Foo Fighters abbiano scelto proprio il formato “unplugged” per la loro prima testimonianza su CD delle loro esibizioni dal vivo: l'ultimo doppio disco di studio, “In your honor”, era già diviso tra queste due anime della band, quella rockettara e quella melodica, anche se poi la prima parte del tour (quella approdata in Italia alla fine del 2005) aveva privilegiato la dimensione elettrica. Era arrivato anche il tour acustico, ma solo in America e dalle date al Pantages Theater di Los Angeles alla fine dell'agosto 2006, ecco questo “Skin and bones”.
Chi segue i Foo Fighters, sa che Dave Grohl è uno vero ed onesto, che non ha mai vissuto di rendita sul suo passato nei Nirvana, non ha mai replicato nulla musicalmente, ma ha saputo crearsi una nuova identità con la sua nuova band.
Ascoltando “Skin and bones”, però, non può non tornare alla mente “Unplugged in New York”, ovvero il disco più bello dei Nirvana (opinione discutibile, va bene...) e uno dei punti più alti mai raggiunti dal formato “Unplugged” (affermazione storicamente più consolidata). Non tanto perché alcune persone sono le stesse (oltre a Grohl, nei Foos è tornato per l'occasione Pat Smear, chitarrista che accompagnò i Nirvana nell'ultimo periodo e i Foos nel primo), ma sopratutto perché l'idea è la stessa: non solo spogliare le canzoni, ma rivestirle, per tirare fuori la loro anima.
In questo, il paragone tra i due dischi non è un limite, ma un pregio di “Skin and bones”, che riesce proprio nello stesso tentativo. Grohl è un grande autore, e le sue canzoni in questa veste spiccano ancora di più: sia quelle che già avevano un'anima gentile, come “Walking after you”, sia quelle originariamente più arrabbiate (come le finali “Best of you” ed “Everlong”). I Foo Fighters non esagerano anche con gli arrangiamenti acustici: misurati, né troppo scarni né leziosi come capita a molti dischi di questo genere, e la scaletta è bella ed equilibrata.
Insomma, “Skin and bones” è uno dei migliori dischi live della stagione, per quanto particolare. L'ennesima conferma di una band che brilla di luce propria.

(Gianni Sibilla)

TRACKLIST”:
"Razor"
"Over & out"
"Walking after you"
"Marigold"
"My hero"
"Next year"
"Another round"
"Big me"
"Cold day in the Sun"
"Skin and bones"
"February stars"
"Times like these"
"Friend of a friend"
"Best of you"
"Everlong"
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