«THE LETTING GO - Bonnie 'Prince' Billy» la recensione di Rockol

Bonnie 'Prince' Billy - THE LETTING GO - la recensione

Recensione del 26 nov 2006 a cura di Davide Poliani

La recensione

C'è chi, come già fece Cat Power con "The greatest", per risalire alle radici della musica americana ha bisogno di calcarne i passi, frequentarne fisicamente i luoghi sacri ed i protagonisti, quasi per assorbire - per osmosi - quel non so che capace di far passare un sequenza di accordi sovrastata da una melodia alla storia, di rendere immortale tre minuti di canzone chitarra e voce registrata davanti ad un microfono. A Bonnie Prince Billy, uno che - a oltre due lustri dall'esordio - si può ormai definire una colonna del panorama musica a stelle e strisce contemporaneo, è "bastato" chiudersi in uno studio islandese insieme ad un batterista australiano (Jim White dei Dirty Three), Dawn McCarthy dei Faun Fables (già vista e sentita nel precedente "Master and everyone"), al fratello Paul, a Emmet Kelly e mettere nelle mani di Valgeir Sigurosson le proprie canzoni, scheletriche e struggenti come al solito. Il risultato, "The letting go", è di quelli destinati ad essere ricordati, seppur giunto dopo anni ricchissimi di capolavori: un sound essenziale (ma "composto", rispetto ad un certo Oldham di qualche anno orsono) che colpisce al cuore, la voce di Dawn, bellissima, discreta, mai esornativa o banale, e la scrittura di Will, capace di spaziare dal country blues delle origini ("Cold/wet") alle "murder ballad" come la rantolante "The seedling", passando per canzoni d'amore come "Love come to me", "I called you back" e la title track, senza mai compiere un passo falso, senza mai lasciarsi andare a sbavature o a fastidiosi compiacimenti. Un disco, questo, che come tutti i grandi album lascia pochissimo spazio alle parole: senza tempo, al di fuori da correnti e tendenze, "The letting go" è musica pura, espressione di un artista di prim'ordine che trascende - talvolta suo malgrado, anche se non ne siamo assolutamenti sicuri - la discografia, il mondo della musica e tutto ciò concerne l'essere un cantautore oggi. Di Bonnie Prince Billy non serve parlare, serve soprattutto ascoltare: cento di questi dischi, Mr. Oldham.

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