«TA DAH - Scissor Sisters» la recensione di Rockol

Scissor Sisters - TA DAH - la recensione

Recensione del 05 ott 2006 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Signore e signori ecco a voi i (o le?) Scissor Sisters: cinque loschi e truccatissimi figuri provenienti da New York, che un paio di anni fa si erano fatti notare con una versione “disco” di “Comfortably numb” dei Pink Floyd. Oggi tornano con queso “Ta dah”, uno dei dischi più attesi di questo autunno. E portano gli ascoltatori a fare un salto nel passato, confezionando un prodotto che è un concentrato di Bee Gees, Abba, Elton John. Non è un caso che sir Elton (che in questo periodo se ne è uscito con un disco retrò, sequel di un suo album proprio degli anni '70) suoni il piano nell'iniziale “I don't feel like dancin'”, trascinante brano di disco-pop progratissimo da radio e TV.
Per una volta, radio e TV hanno davvero ragione: il singolo è divertentissimo, piacevolmente appiccicoso, e pure intelligente (fa il verso a “You make me feel like dancing”, l’hit di Leo Sayer datato 1976).
E il bello è che tutto il disco è così: nostalgicamente vintage (non c'è traccia di elettronica, qua dentro) ma senza la noia che spesso finisce per trasudare le operazioni di recupero dei suoni del passato. Ma è sopratutto allegro, con canzoni ben scritte e ben arrangiate, con tutto quello che uno si può aspettare dal genere: batterie incalzanti, fiati e falsetti. Sentite “Lights”, tanto per fare un esempio, o l'attacco con il sintetizzatore d'annata di “Kiss you off”. Oppure l'altro della medaglia, la ballatona d'altri tempi “Land of a thousand words”.
Insomma, “Ta dah” è un'operazione volutamente kitsch, ma senza trash (e perdonate il bisticcio dell'uso di due vocaboli inglesi...). Perchè le (o i? In casi come questi il “gender” è volutamente un'opinione) sono sopratutto intelligenti nel rimasticare le fonti e digerirle. Certo: il limite di tutto questo è la non-novità. Un problema che attanaglia molta della musica contemporanea, che si rifà dichiaratamente a modelli andati. Ma, a differenza di molte band (quelle del nuovo garage rock, per esempio), almeno i (le?) Scissor Sisters non si prendono troppo sul serio e smascherano il loro gioco, producendo buona musica. Non è poco, l'autoironia, di questi tempi.

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