«AND I FEEL FINE:BEST OF 1982-87 - R.E.M.» la recensione di Rockol

R.E.M. - AND I FEEL FINE:BEST OF 1982-87 - la recensione

Recensione del 11 ott 2006

La recensione

Stanchezza? Sfruttamento discografico? Si potrebbe pensare questo ed altro: i R.E.M. pubblicano la seconda compilation in due anni. Ok, questa “And i feel fine” copre il lasso di tempo lasciato scoperto da “In time”, ovvero i primi cinque dischi, il periodo IRS, 1982-1987. Ma a voler fare l'avvocato del diavolo, a questo periodo erano già state dedicate almeno altre 4 raccolte. La verità è che, a parte la prima (“Eponymous”) nessuna era stata curata direttamente dalla band. Questa compilation invece lo è, ed è la prima mossa ufficiale dei R.E.M. dopo l'anno sabbatico seguito ai due anni in giro per il mondo dopo “In time” e “Around the sun”.
Quindi, a voler ben vedere, si tratta di una raccolta pienamente giustificata, nei tempi e nei modi: segna un nuovo inizio di attività della band, e cerca di porre fine allo sfruttamento discografico di un periodo il cui catalogo è ora in mano alla EMI.
Questa raccolta esce in due versioni, anzi tre. La terza è un DVD, mentre la prima è singola: nelle 21 canzoni del CD è ripercorsa una storia d'altri tempi, quando una band rock poteva pubblicare un disco all'anno, rimanendo un nome di culto nel circuito dei college americani. La selezione dei 21 brani è assolutamente ineccepibile: non manca nessuno degli hit “minori” di quegli anni, da “Radio free Europe” a “Fall on me”, “The one I love” al brano che dà il titolo alla raccolta, che noi italiani conosciamo sopratutto nella versione di Ligabue, “A che ora è la fine del mondo”; e non mancano neanche brani “minori”, senza pretesa di essere hit: “Pretty persuasion” come “Life and how to live it”, che fondono perfettamente le melodie visionarie di Michael Stipe con strutture musicali in parte derivate dal folk e garage rock degli anni '60 (la chitarra Rickenbacker di Peter Buck), in parte derivate dalla forza del punk-rock newyorchese.
La seconda versione è doppia, ed è quella che vi consigliamo: altre 21 canzoni. Alcune non sono inedite, ma sono la scelta personale – una a testa – dei quattro membri della band (Bill Berry compreso: il batterista ha lasciato alla fine degli anni '90, anche se negli ultimi giorni ha suonato estemporaneamente per un concerto celebrativo). C'è qualche demo di studio, tra cui quello che ha dato vita a pezzi poi riscritti recentemente, come “Bad day”: da fan bisogna dire che è materiale interessante, ma già circolante in bootleg vari. Ma il vero materiale interessante sono le diverse tracce live: quattro canzoni, registrate tra l'83 e l'87, più una performance acustica tratta da un documentario dedicato alla scena musicale della loro Athens. Come dimostrano performance simili ma diverse inserite nel DVD e provenienti da show TV, i R.E.M. di quel periodo avevano una carica sul palco davvero notevole, una rabbia ed una forza davvero punk, magari non nei suoni ma certo nella carica interpretativa. A distanza di anni viene da dire che senza Bill Berry quella carica live i R.E.M. non l'hanno più ritrovata. Rimangono un buon gruppo live, ma che funziona meglio su pezzi meno veloci e più intimisti.
Insomma: “... And feel fine” è un buon prodotto, fatto come si deve. Consigliato ai fan (a cui dà diversi “contentini”, in attesa di un box che riveli gli archivi segreti della band), ma sopratutto a chi pensa che i R.E.M. abbiano esordito con “Losing my religion”.

TRACKLIST

CD1

CD2
01. Pilgrimage (Mike's pick)
02.
03. These days (Bill's pick)
04. Gardening at Night (slower electric demo; inedita)
05. Radio free europe (Hib-tone version)
06. Sitting still (Hib-tone version)
07.
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