«IN FACCIA - Piero Pelù» la recensione di Rockol

Piero Pelù - IN FACCIA - la recensione

Recensione del 04 lug 2006 a cura di Paola Maraone

La recensione

E’ finita, la guerra di Piero. E il riferimento simbolico alla farfalla, sulla cover del CD, è già indicativo della sua trasformazione. Dopo qualche anno di indecisione, e a due di distanza dell’altrettanto simbolico “Soggetti smarriti”, Pelù pare avere finalmente trovato la sua strada. E la sua identità: che si conferma, e speriamo resti di qui in poi, quella di un rocker. Meno teatrale e più pulito del solito, meno attento (per fortuna) a strizzare l’occhio alle leggi dello show-biz, questo è in estrema sintesi un disco in cui Piero Pelù fa quello che vuole. E lo fa bene, a partire dall’inno gioioso e salvifico di “Tribù” (“Libera la tua anima prima che lei liberi te”). Il resto sono nove brani in buon equilibrio tra ballad e rock-songs travolgenti, forti nel vero senso della parola; a dover scegliere un aggettivo verrebbe da dire virili nel miglior senso. Roba che a quanto pare è il frutto del lavoro di un’anima non più (troppo) tormentata ma finalmente in pace col passato, anima che mette d’accordo i sogni e i progetti concreti, che parla di problemi piccoli piccoli e dei grandi mali del mondo con la giusta leggerezza di chi ha capito e sa come non prendersi troppo sul serio.
Bravo, Pelù, che dopo essersi perso ha saputo ritrovarsi, che se non all’inferno è stato almeno in purgatorio e ne è tornato, che ora cavalca l’onda con energia e impegno, seppur con qualche deriva ambientalista e solidale (disco registrato nello studio O-Zone, che fa uso di energia solare; dediche a Peppino Impastato, Don Ciotti e tutti quelli che quotidianamente combattono la mafia…).
“In faccia” è il disco di uno che le cose, appunto, non le manda a dire. Immediatamente piacevole, sinceramente rock, energico (vedi “Segni in faccia”), capace di mettere accordo vecchi fan e nuovi ammiratori. Tre pezzi su tutti: “Velo”, “Sorella notte” e “Dr. Gion”, con la sua sezione ritmica potente, godibile, diretta. Nota di merito per i musicisti: il chitarrista Saverio Lanza, e poi Alfredo Golino, Mao Granata, Fortu Saccà, Celso Valli. Gente che fa un lavoro senza fronzoli, capace di arrivare dritto al cuore.

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