«EYES OPEN - Snow Patrol» la recensione di Rockol

Snow Patrol - EYES OPEN - la recensione

Recensione del 15 giu 2006 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Certe volte il successo arriva proprio come una tempesta. E quando meno te lo aspetti ti piomba addosso e inizia a far girare le cose in modo diverso, nel modo in cui avevi sempre sognato. Ma poi, si sa, non è facile convivere con questa nuova forza e si corre anche il rischio di rompere qualche meccanismo non troppo oliato all’interno della propria creatura. Proprio come è accaduto agli Snow Patrol, la band formata nel 1997 a Dundee (Scozia) da due studenti nord-irlandesi di nome Gary Lightbody e Mark McClelland.
Nel 2004, dopo due album dal discreto successo nel Regno Unito, gli Snow Patrol realizzano “Final straw”, un disco che conquista tutto il mondo trascinato dal singolo “Run”, vendendo qualcosa come due milioni di copie.
Inevitabilmente la vita del gruppo cambia e iniziano anche alcune frizioni. Talvolta le incomprensioni si dissipano senza problemi, altre volte il giocattolo si rompe senza possibilità di ripararlo e si è costretti a fare delle scelte dolorose. Come quella fatta da Gary Lightbody che nel 2005 decide di “licenziare” il suo compagno d’avventura Mark McClelland spingendolo a prendere un’altra strada.
A questo punto Lightbody decide di guardare avanti: sostituisce il vecchio amico con il bassista Paul Wilson, aggrega alla formazione ufficiale il tastierista Tom Simpson (già turnista con loro in tour) e si rimette al lavoro per la realizzazione del nuovo album.
Ecco così “Eyes open”, il disco della conferma, il capitolo della verità. E per non rischiare più di tanto Lightbody decide di non cambiare le carte in tavola, ma di andare sul sicuro. Così in questo nuovo lavoro degli Snow Patrol si può ritrovare lo stesso sound del precedente ed acclamato lavoro. L’album è sostanzialmente diviso in parti eque tra episodi leggermente più aggressivi con chitarre rock taglienti che ricordano gruppi come U2 e Coldplay (e gli stessi Snow Patrol) e ballate romantiche e riflessive.
I simboli del primo filone sono sicuramente il primo singolo “You’re all I have” ed il secondo brano “Hands open” che racchiudono le caratteristiche sopra citate, “condite” dalla carismatica voce di Lightbody.
“Chasing cars” e “You could be happy” sono invece la perfetta rappresentazione delle ballate romantiche e suadenti scritte da Lightbody, anche se una nota a parte la meritano altri due episodi di questo genere: “Make this go on forever” con il pianoforte finale che entra a squarciare il cuore e “Set the fire to the third bar”, bellissimo duetto tra il cantante e la delicatissima voce di Martha Wainwright (sorella del cantautore Rufus).
Insomma “Eyes open” è un disco discreto: tranne un paio di episodi molto interessanti l’album non aggiunge nulla di nuovo al sound degli Snow Patrol e si avvicina forse troppo ai lavori di Chris Martin e soci, ma allo stesso tempo è un lavoro che si lascia piacevolmente nel lettore per qualche giorno. Senza disturbare.

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