«THE BEST OF DAVID BOWIE - David Bowie» la recensione di Rockol

David Bowie - THE BEST OF DAVID BOWIE - la recensione

Recensione del 01 gen 1998

La recensione

Materiale ascoltato, riascoltato, ultradigerito, già presente live su altre pubblicazioni, senza nulla di nuovo. Ma, ugualmente, una Wunderkammer per chi da poco si fosse sintonizzato sulle frequenze d’onda del "Thin White Duke". I soli titoli dei primi quattro brani in tracklisting ("The Jean genie", "Space oddity", "Starman", "Ziggy Stardust") sono sufficienti a provocare un brivido a chi, dai trenta ai quarant’anni, è praticamente cresciuto a pane e Bowie. E’ chiaro che l’operazione è eminentemente commerciale (Bowie non è più su etichetta EMI, quindi questa cerca di mungere la mucca col back-catalogue), ma, almeno stavolta, non stona. Già, perché anche i soli quattro brani appena citati sono un gran bel ripassino anche per i più giovani. Insomma, se vi piacciono Oasis o giù di lì, i fratelli Gallagher non hanno solo preso idee in prestito dai Beatles, ma l’hanno fatto pure con Bowie. Cosa, peraltro, candidamente ammessa da loro stessi. Se i brani che vi abbiamo citato da soli sarebbero motivo ampiamente sufficiente per comprare l’album, la buona notizia è che tutti gli altri 16 rimanenti non fanno certo schifo. Anzi. Qualche riserva solo per "Changes", pezzo in fondo stupidino, ma come stupidino poteva esserlo una "Love me do" beatlesiana. E, già che ci siamo, pure "John, I’m only dancing" non è un capolavoro. Ma che dire di una "Rebel rebel", se non che è il rock’n’roll definitivo dei primi anni Settanta? E che dire di "Rock’n’roll suicide", diciannovesimo pezzo in scaletta, se non che ti fa venire i peli delle braccia dritti come un canneto? Una canzone ingenua, colma di spleen, grandiosa nel suo crescendo. E poi "Drive-in Saturday" è eleganza assoluta, e poi "Diamond dogs" è l’ultimo sussulto d’un glam che, per la prima volta, s’incontra con la decadenza. Bruttina la copertina, scarso il booklet del CD, ma la musica che c’é dentro è testimonianza adrenalinica d’un periodo più che storico. Da possedere.

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