«BOTH SIDES OF THE GUN - Ben Harper» la recensione di Rockol

Ben Harper - BOTH SIDES OF THE GUN - la recensione

Recensione del 16 mar 2006 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Qualcuno ce lo deve spiegare. Ce lo devono spiegare come fa Ben Harper a pubblicare cinque CD in due anni, uno più bello dell’altro, e a essere travolgente sul palco e pure simpatico, senza tirarsela quando lo intervisti. Le donne dicono pure che è un gran bell’uomo, e non stentiamo a crederlo. Insomma, il musicista perfetto?
Dopo “Diamonds on the inside” (2003) e dopo il doppio CD con i Blind Boys of Alabama (uno in studio, uno live) del 2004, esce quindi questo “Both sides of the gun”. Non è il primo disco doppio, e neanche il primo disco “schizofrenico” di Ben Harper: anche il monumentale “Live from mars” era scisso in due CD, uno elettrico e uno acustico. Ma quello era un live, appunto, e rappresentava le diverse anime sul palco di un grande performer. Che è anche un grande scrittore, e si è trovato in studio con molto materiale, sempre molto eclettico, come già in diverse occasioni in precedenza (soprattutto “Diamonds on the inside”).
Come ci ha raccontato quando lo abbiamo intervistato, questa volta ha deciso di scindere questa eterogeneità in due CD, che compongono “Both sides of the gun”.
Non aspettativi un doppio chilometrico, perché saggiamente Harper ha prodotto due CD di 9 canzoni l'uno, che forse avrebbero potuto essere contenuti in un singolo supporto. E questo è un bene: significa che la scelta di pubblicare così tanto materiale non è frutto di una prolissità o di una incapacità di limitare il proprio istinto creativo (ci sono musicisti che pubblicherebbero ogni cosa che incidono, se potessero, e che danno alle stampe dischi con ampie percentuali di materiale superfluo). No, in questo caso la scelta è giustificata dal materiale stesso: elettrico quello del primo CD, acustico il secondo.
In realtà, il primo CD – il più bello, secondo chi scrive – è il più vario: si passa dalla psichedelia di “Better way”, al funk della title-track, al rock alla Stones/Black Crowes di “engraved invitation”, > “Please don’t talk about murder while I’m eating” e “Get it like you like it”. Il secondo CD è più omogeneo, e un pochettino (ma davvero poco) monocorde: ballate semiacustiche e minimaliste.
Il risultato, comunque, è la summa della musica di Ben Harper: se vi piace, qua trovate pane per i vostri denti; se no, è un’ottima occasione per scoprirlo. Il musicista perfetto che ha fatto il disco perfetto? Forse no – meglio non esagerare. “Both sides of the gun” è comunque una delle migliori opere di un artista che ci ha abituati fin troppo bene, e che sembra promettere di fare altrettanto in futuro.

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