«REMAIN IN LIGHT - Talking Heads» la recensione di Rockol

Talking Heads - REMAIN IN LIGHT - la recensione

Recensione del 08 feb 2006 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Difficile dire in una sola recensione cosa i Talking Heads hanno combinato nel corso della loro carriera. Un percorso tortuoso, contemporaneamente diretto e intellettuale, caldo e un po’ algido come la loro musica, capace di farti ballare e di farti riflettere contemporaneamente.
L’occasione per capirlo è la ristampa della loro discografia di studio (esclusi quindi i 2 live “The name of this band is Talking Heads” e il famosissimo “Stop making sense”) ad opera della benemerita Rhino, la casa discografica (del gruppo Warner) specializzata in questo settore, e responsabile di veri e propri capolavori (si veda la recente recensione del box dedicato ai Ramones). Il formato scelto per queste ristampe è, in America, il “Dual disc” (da un lato cd, dall’altro DVD). In Europa, invece è un doppio disco CD+DVD; inizialmente sono stati pubblicato i primi quattro album, della band: dal primo “77” (1977), a “More songs about buildings and food” e “Fear of music” (1978 e 1979) fino a “Remain in light” (1980), che abbiamo scelto per intitolare la recensione. Tra qualche giorno usciranno i rimanenti quattro: "Speaking in tongues" (1983), "Little creatures" (1985), "True stories" (1986), "Naked"(1988).
Il percorso dei primi quattro dischi è tra i più belli e più significativi della musica degli ultimi decenni: dal post-punk degli inizi, virato in salsa avanguardistica, alle contaminazioni multietniche ante-litteram di “Remain in light”, qua c’è tutto un mondo da scoprire. Un mondo, per l’appunto, talvolta fin troppo “artistico”; quindi un po’ freddino, esattamente come il personaggio chiave della band, lo scozzese trapiantato a New York David Byrne. Un mondo pieno di idee, soprattutto, rese piacevoli, e non solo intellettualizzate.
Detto questo, le ristampe in questione sono ottime, ma potevano anche essere qualcosa di più. Come spiega nelle note Jerry Harrison (alter ego di David Byrne e chitarrista della band), il vero fine dell’operazione è la rimasterizzazione dei dischi in formato 5.1; una scelta analoga la fecero i R.E.M. con le loro ristampe l’anno scorso, sempre ad opera della Rhino. Anche in questo caso, quindi, sono consigliate soprattutto a chi possiede un impianto adeguato a questo fine. Agli altri offrono comunque diversi motivi d’interesse. Il packaging è forse un po’ meno curato di quelle di Stipe e soci, ma i contenuti sono invece nettamente superiori: ogni ristampa contiene 4/5 inediti nel CD tradizionale e due video nel DVD. Gli inediti sono per lo più outtake del disco (bellissima, sul primo disco, la versione acustica di “Psycho killer” e su “Remain in light” lo strumentale “Right start” da cui poi è nato “Once in a lifetime”), mentre i video sono performance televisive e live dell’epoca. Accompagnano il tutto note di copertina dettagliate, ma non troppo.
Forse, in tutti questi campi, si poteva aggiungere ancora qualcosa: qualche altro inedito, qualche altro video e qualche dettaglio nelle note. Ma, comunque, l’operazione è rigorosa e ben fatta, come per ogni prodotto della Rhino: di quelle che ti fanno venire voglia di avere l’oggetto-CD, e non soltanto un file mp3 su un iPod qualsiasi.

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