«WALK THE LINE - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - WALK THE LINE - la recensione

Recensione del 03 feb 2006 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

T Bone Burnett è geniale. Non ci sono altre parole per definire questo disco, che è la colonna sonora del film dedicato alla vita di Johnny Cash.
Per chi non lo sapesse, T-Bone Burnett (oltre ad essere un artista solista) è un affermato produttore. Nel suo carnet ci sono alcuni dei migliori dischi di rock “tradizionalista” degli ultimi 20 anni: dall’Elvis Costello di “King of America” ai primi Counting Crows e Wallflowers, alla riscoperta di Roy Orbison. Negli ultimi anni, Burnett si è dedicato anche alle colonne sonore, tra cui l’acclamata “O brother wer art thou?”. Insomma il suo campo è la riscoperta del suono delle radici statunitensi.
T Bone è anche il responsabile della musica di questo progetto. Che rischiava di essere un gran casino, da questo punto di vista. Messo in cantiere con l’appoggio di Cash quando era ancora in vita, “Walk the line” esce in italia tra qualche settimana. Racconta la prima parte della storia di quest’uomo diviso tra bene e male, tra fede e la voglia di scatenare l’inferno sulla terra (come è stato notato) e della donna che l’ha salvato, June Carter. Esce dopo la sua morte, che ha reso Cash ancora di più un mito di quanto avesse fatto un altro produttore, Rick Rubin, con i quattro volumi degli “American recordings”.
Da quello che abbiamo visto (non ancora il film, ma le due performance in video inserite come bonus di questo CD), Joaquin Phoenix è incredibilmente bravo nel ricreare il personaggio. Ma se lo si ascolta su disco, senza video, l’effetto è ancora più incredibile. E’ lo stesso Phoenix a cantare le canzoni di Cash (e Reese Whiterspoon canta e recita la parte della moglie), proponendo una sorta di greatest hits che comprende la (quasi) title-track del film, “Ring of fire”, “Folsom prison blues”.
Imperssionante, davvero: il risultato è un disco piacevolissimo vocalmente, con una resa vocale ottima su un terreno incredibilmente scivoloso (il vocione del primo Cash) e un suono per le parti strumentali ancora migliore, grazie al livello dei musicisti coinvolti. Insomma, un bel disco, che comprende anche canzoni (anch’esse rivisitate) di Roy Orbison ed Elvis. Forse, per scrupolo, è difficile da consigliare al 100% a chi volesse avvicinarsi a Cash, perché non c’è che l’imbarazzo della scelta tra le antologie. Ma comunque un ottimo prodotto, che invoglia a vedere il film, quello sì imperdibile a questo punto.

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