«SEE YOU ON THE OTHER SIDE - Korn» la recensione di Rockol

Korn - SEE YOU ON THE OTHER SIDE - la recensione

Recensione del 01 feb 2006 a cura di Ercole Gentile

La recensione

E’ innegabile che i Korn siano stati tra gli inventori del nu-metal, un genere musicale nato da una contaminazione tra la potenza della musica metal e la spigliatezza dell’hip-hop. Sono stati loro i “padri” che hanno partorito formazioni come Linkin Park, Soulfly, Deftones e System of a Down. Così come è innegabile che la band capitanata da Jonathan Davis abbia prodotto dischi di alto livello come “Follow the leader” e “Issues”, album di grande impatto che hanno sconvolto (in maniera positiva) per la loro carica, per i loro suoni dark e per i testi provocatori. Ma è pur vero che, dopo questi lavori, i Korn non hanno più composto album che ripetessero i fasti di quelli sopra citati e arrivano, anzi, da una caduta come “Take a look in a mirror”, lavoro stroncato dalla critica di tutto il mondo. Come se non bastasse la band ha dovuto anche far fronte all’abbandono del chitarrista Brian “Head” Welch, convertitosi alla fede cristiana. Insomma “See you on the other side” arriva come un punto di svolta per la band americana, un disco spartiacque tra la rinascita e la definitiva caduta.
In questo settimo album dei Korn si nota immediatamente un cambiamento: il livello di aggressività è notevolmente sceso, mentre sono decisamente aumentati l’uso dell’elettronica e le atmosfere industrial in stile Nine Inch Nails, Marilyn Manson e Depeche Mode. E' sempre ammirabile la ricerca di un’evoluzione sonora da parte di un gruppo ed anche in questo caso è così: non è sicuramente un male se al posto dei soliti brani alla Korn, Jonathan Davis e soci hanno cercato di variare il tema con questa nuova formula. Un punto a favore dei Korn, quindi. Ma il risultato è quello che è: a parte qualche episodio interessante come “Throw me away” e “Coming undone”, il disco non riesce a regalare forti emozioni. Canzoni di simile fattura si possono ritrovare, con ben altro spessore, nel repertorio dei Nine Inch Nails di Trent Reznor. Tutti hanno sotto gli occhi un gruppo nato probabilmente sulla scia dei Korn, ma che ha saputo personalizzare ed innovare questo genere come i System of a Down. Ed il risultato è veramente di un altro pianeta.
“See you on the other side” è un disco che non fa cadere nel baratro il gruppo, ma non lo risolleva neanche. L’evoluzione dei Korn forse scontenterà i fan della prima ora, ma d’altra parte un cambiamento, seppur con mediocri risultati, era assolutamente necessario per evitare un'ennesima brutta copia dei precedenti lavori. Ma si sa, quando si cambia ci vuole un po’ di tempo perché i risultati siano quelli sperati. Ora Davis dovrà decidere la strada per il futuro e chissà che una continua evoluzione non lo porti sulla retta via. Magari chieda qualche consiglio all’ex collega Brian Welch…

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