«NEW WHIRL ODOR - Public Enemy» la recensione di Rockol

Public Enemy - NEW WHIRL ODOR - la recensione

Recensione del 19 gen 2006 a cura di Lisa Molinari

La recensione

Conosciuti a livello planetario come il gruppo autodefinitosi “La CNN dei neri”, I Public Enemy raggiungono quota 10 con l’ultimo album “New whirl odor”. E il tempo sembra essersi fermato per loro, concentrati su temi complessi e irrisolti come il potere dei media e le strategie di controinformazione, l’importanza di una coscienza critica e l’aspirazione a uno stato di giustizia sociale. Il tutto condito dal suono che è diventato loro marchio di fabbrica, e che ha svelato al mondo il potere rivoluzionario di scratch, campionamenti e rime assestati ad hoc.
La nostalgia risuona a partire dalla prima traccia del disco “…And no one broadcasted louder than…”, che fa da autocelebrazione introduttiva al gruppo e ricorre in pezzi come “66.6 strikes again” con stralci di trasmissioni radio nello stile dell’acclamato album “Fear of a Black Planet”. La title track di questo nuovo album “New whirl odor” assicura una dose massiccia di giochi di parole a proposito del nuovo ordine mondiale, firmati come sempre da Chuck D e da lui enunciati con quel timbro di voce profondo che è entrato tra gli archetipi del rapper impegnato; ma nella ricerca del doppio senso ad ogni costo si perde l’immediatezza dei più grandi successi.
Dal punto di vista musicale, le 15 tracce dell’album ripropongono una serie di assalti sonori costruiti al sintetizzatore – come ad es. “Mklvfkwr” – e di mix ormai non più sperimentali tra Rock e Hip-Hop – qual è “Preachin’ to the quiet”, nella quale si può riconoscere l’eco delle grandezze artistiche del passato, senza però trovarvi segni di evoluzione.
E’ il rischio dei grandi gruppi storici quello di cadere vittime della propria fama, bloccandosi stilisticamente all’era dei primi successi, ed è forse il caso dei Public Enemy. Impegnati a regalare agli ascoltatori un nuovo classico, Chuck D, Flavor Flav, Terminator X e Professor Griff non riescono più a brillare della stessa capacità inventiva e del coraggio innovativo degli esordi.

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