«CALMA APPARENTE - Eros Ramazzotti» la recensione di Rockol

Eros Ramazzotti - CALMA APPARENTE - la recensione

Recensione del 29 nov 2005 a cura di Paola Maraone

La recensione

Più che una rivoluzione, “Calma apparente” è il riassunto della carriera di un gigante della musica – italiana e non solo. Niente di nuovo, quindi; e comunque niente di male, anzi, in questo album che sulla carta si presenta come pericolosamente vicino alla perfezione.
Mister Ramazzotti ci dà un primo assaggio della versione 2005 di sé sull’elegante booklet – foto in bianco e nero che lo ritraggono tra l’imbronciato e il seducente. E poi, entrando nello specifico dei brani: il primo singolo dell'album, “La nostra vita”, è un brano classico, à la Eros: voce spiegata e - sorpresina - caldo finale gospel. “L’equilibrista” è una ballata abbellita dagli archi in cui Ramazzotti tenta il bilancio di una vita, artistica e no. “Sta passando novembre” ha un titolo geniale ed è iperromantica. Il pezzo con Anastacia, “I belong to you”, mantiene quello che promette: caldo, sexy, orecchiabile. “Bambino nel tempo” è veloce e ha l’aria poco impegnativa dei veri capolavori. “Tu sei” è dolce e tutta in rima, “Una nuova età”, “Beata solitudine” con la sua chitarra spagnoleggiante e “Solarità” sono calde e mediterranee.
Signori, questo è Eros: niente di più e niente di meno. Se già lui vi piace, adorerete quest’album. Se non vi fa impazzire, non vi convertirete al suo credo dopo averlo ascoltato. Di vero resta il fatto che stiamo, come detto sopra, parlando di giganti: “Calma apparente” non è il lavoro improvvisato dell’uomo della strada, ma uno sforzo degno di un supereroe, che per di più si muove assieme a una squadra supercollaudata e vincente. E quindi: ai plus del disco aggiungiamo una produzione di ottimo livello e il fatto che il progetto è stato realizzato assieme a un team di gente fidata, con gli arrangiamenti di prim’ordine di Celso Valli e autori come Kaballà e Cogliati. La fase di post-produzione - tra gli Abbey Road Studios di Londra, i Medastudios di Milano e gli Impatto Studios di Bologna – è servita a migliorare ulteriormente le parti vocali, da sempre “pallino” di Eros e che qui suonano, appunto, pericolosamente perfette. Del resto, arrivato a 42 anni e – soprattutto - a 35 milioni di dischi venduti, Eros sapeva di non poter deludere col suo decimo lavoro. Perciò si è impegnato molto, e non l’ha fatto. Neanche nei testi, in cui si comporta come se si stesse raccontando sul serio (mentre è evidente, e sacrosanto, che tra quello che lui canta e la verità del suo privato ci siano più strati di filtri protettivi): suonano autobiografiche frasi come “Ho camminato su pensieri ripidi, per solitudini e deserti aridi”, e ancora “Senza di te me ne sto in beata solitudine”, “Calma apparente… nell’aria intorno a me c’è un’elettricità che può confondere”, mentre aprono lo sguardo su un Eros diverso e nuovo altri brani, tipo “Nomadi d’amore”, che attacca con “Non so che dirti amore mio, ti sento strana e un poco giù” oppure “Non è amore”, con “La complicità che c’è tra di noi non è amore ma cos’è”, mentre nella prima traccia un Eros-fanciullo vagheggia del “sogno mai finito di un mondo più pulito”.
Questo è Eros, dicevamo. Giustamente attento, e pronto ad avvalersi di tutti i moderni strumenti per accattivarsi le simpatie del pubblico: “Calma apparente”, e non ci saremmo aspettati nulla di meno, è pubblicato su molteplici supporti, per tutte le esigenze: cd, mc, Limited Edition (un box con l’album in confezione digipack e un libretto ricco di testi e immagini), DualDisc – con un dvd/video e i filmati di vari backstage tra Londra, Milano e Los Angeles, schede di memoria digitali; c’è persino una memory card che contiene tutti i brani dell’album e si può inserire su un telefonino. Voi, nostalgici di “Nuovi eroi” e “Ragazzi di oggi”, mettetevi il cuore in pace. È la tecnologia, bellezze.

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