«MEDITERRANEA TOUR - 10 SETTEMBRE 1984 - Giuni Russo» la recensione di Rockol

Giuni Russo - MEDITERRANEA TOUR - 10 SETTEMBRE 1984 - la recensione

Recensione del 31 ott 2005

La recensione

E’ trascorso un anno dalla sua scomparsa, ma la popolarità di Giuni Russo continua a crescere, così come la riscoperta delle sue opere e delle sue iniziative. Ora, per ricordare la figura di Giuni sotto diversi punti di vista, Maria Antonietta Sisini (sua alter ego e fondatrice dell’associazione Giuni Russo Arte) ha deciso di realizzare questo cofanetto intitolato “Mediterranea tour- A casa di Ida Rubinstein”.
Con la supervisione di Franco Battiato (assiduo collaboratore della cantante siciliana), la Sisini ha deciso di raccogliere e pubblicare del materiale che potesse far conoscere al pubblico sia l’anima popolare, che quella più colta dell’artista.
Ecco così il DVD “Mediterranea tour”, un concerto dal vivo registrato il 10 settembre 1984, il periodo d’oro della cantante siciliana. In quest’esibizione possiamo ammirare la coinvolgente performance di Giuni Russo che intona canzoni come “Lettera al governatore della Libia”, “Buenos Aires”, “Good good bye”, “L’addio”, i tormentoni “Un’estate al mare” e “Limonata cha cha”, “Mediterranea”, “Le contrade di Madrid”, “Babilonia” e “Sere d’agosto”.
Le immagini sono state lasciate appositamente imperfette per non alterare l’autenticità di questo storico documento. Nella sezione extra si possono invece trovare alcuni videoclip come “Diva divina”, “Una rosa è una rosa” e “Nada de turbe”, alcune immagini tratte da concerti tenuti da Giuni nel 2002 (“La sua figura”) e nel 2001 (“Mediterranea”) ed un’intervista a Madre Emanuela, suora carmelitana e guida spirituale di Giuni Russo nell’ultimo periodo di vita, la quale traccia un profilo della cantante e del suo rapporto con la malattia.
“A casa di Ida Rubinstein” è invece uno dei CD più rappresentativi della fase colta della Russo, una contaminazione tra musica classica, pop e jazz. Il disco fu realizzato nel 1988 con la collaborazione dello stesso Battiato, otto brani che rileggono in modo sperimentale arie, romanze, antiche canzoni napoletane scritte, tra gli altri, da Verdi, Bellini e Donizetti. Un album di grande spessore e cultura che diede inizio alla nuova fase della carriera di Giuni Russo.
Questo cofanetto è sicuramente un’operazione da applaudire, riuscendo ad unire, in una sola pubblicazione, l’anima popolare e colta di Giuni Russo, splendide immagini e canzoni di altissimo livello culturale, senza dimenticare gli interessanti contenuti extra. Un cofanetto per far comprendere, a chi non l’avesse capito, che in un’artista come Giuni Russo possono coesistere due anime musicali ben differenti l’una dall’altra che, a prescindere dalle preferenze, vanno sempre e comunque rispettate.

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