«YOU COULD HAVE IT SO MUCH BETTER... WITH FRANZ FERDINAND - Franz Ferdinand» la recensione di Rockol

Franz Ferdinand - YOU COULD HAVE IT SO MUCH BETTER... WITH FRANZ FERDINAND - la recensione

Recensione del 07 ott 2005 a cura di Ercole Gentile

La recensione

I Franz Ferdinand sono un fenomeno. Nel bene e nel male questi ragazzi scozzesi hanno costretto la stampa mondiale a parlare di loro, conquistando, con un solo disco, una grande popolarità, visibilità e disparati consensi. E con le sue energiche e coinvolgenti performance dal vivo è riuscita a mettere d’accordo anche chi, tra i più scettici (il sottoscritto), vedeva in loro solo un altro gruppo simil-Strokes (che di energia dal vivo non ne hanno certo molta da cedere). Insomma una band che ha colpito subito nel segno.
Ora Alex Kapranos e soci tornano dopo un anno e mezzo dal botto con un nuovo disco che già dal titolo è tutto un programma: “You could have it so much better…with Franz Ferdinand”. In realtà il nuovo lavoro avrebbe dovuto intitolarsi, come il primo, solo "Franz Ferdinand"; evidentemente, per questioni discografiche e strategiche, è stato scelto un titolo differente da quello originario. Quindi i quattro giovanotti di Glasgow provano nuovamente ad irrompere nel cuore del mercato discografico con una bomba pronta ad esplodere.
Il disco parte veramente alla grande con due brani come “The fallen” e “Do you want to”: entrambi ricalcano lo stile del precedente lavoro, ma ambedue hanno una carica incredibile. Nel brano d’apertura un perfetto riff chitarristico sorregge la voce di Kapranos ed i cori alla Blur che fanno da tappeto nel ritornello; “Do you want to”, scelto non a caso come primo singolo, è una vera chicca, un brano sul quale è impossibile non saltare in piedi sulla sedia a ballare come dei forsennati, trascinati da un ritmo allo stesso tempo aggressivo e ballabile, intruglio di non facile composizione per il quale i Franz Ferdinand sono fortemente apprezzati.
Detto di questo fantastico avvio, ecco che i ritmi restano sempre veloci con canzoni sì piacevoli, ma piuttosto ripetitive che non riescono ad appassionare e coinvolgere fino in fondo, soprattutto dopo essersi spettinati con i primi due brani di altissimo livello: si parla di “This boy”, “You’re the reason I’m leaving”, “Well that was easy” e “What you meant”. Una menzione a parte la meritano indubbiamente la semi title-track “You could have it so much better” e “Evil and a heathen”, brani che vengono a prendere l’ascoltatore nella sua comoda camera, scaraventandolo direttamente sulla sudata pista da ballo di un locale indie-rock, riuscendo a ripetere, in poco più di due minuti, la “chimica” delle prime due tracce e dei grandi singoli del primo album (“Take me out” su tutti). Buon giudizio anche per “I’m your villain”, brano che alterna fasi melodiche dalle sonorità Eighties ad esplosioni chitarristiche di elevato stile e potenza. Interessanti episodi spuntano poi quando i Franz Ferdinand decidono di rallentare per un po’ le cose ed ecco “Walk away”, “Fade together”, la funkeggiante “Outsiders” e soprattutto ”Eleanor”, canzone di chiara matrice beatlesiana, ma che ricorda anche alcuni episodi à la Badly Drawn Boy, con la protagonista che corre fin sopra al leggendario roller coaster di Coney Island (New York), già luogo di provenienza degli Warriors protagonisti del leggendario film “I guerrieri della notte”.
In conclusione “You could have it so much better” è decisamente un buon disco: i Franz Ferdinand sanno suonare (e in questo lavoro lo fanno anche meglio che nel primo), scrivono belle canzoni e sono capaci di far muovere i sederini di chi ha voglia di rock’n’roll. Si potrebbe discutere sulla ripetitività di alcuni episodi, ma quando ci si trova di fronte a brani del calibro di “Do you want to”, non si può fare altro che essere d’accordo con i FF quando cantano: “Lucky, lucky, you’re so lucky!”.

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