«BLINKING LIGHTS AND OTHER REVELATIONS - eels» la recensione di Rockol

eels - BLINKING LIGHTS AND OTHER REVELATIONS - la recensione

Recensione del 24 ago 2005 a cura di Giuseppe Fabris

La recensione

“Tenevo gli occhi ancora chiusi. Ero a casa mia. Lo sapevo. Ma avevo come la sensazione di non stare dentro a niente. ‘E’ proprio fantastica’, ho detto.” (Da “Cattedrale”, Raymond Carver)

Solitamente, la prolificità di un artista va di pari passo con la scarsa razionalità con cui viene realizzato un disco. Mr. E, il burattinaio che tira le fila degli eels, ha avuto però ben sette anni per scrivere e registrare la sua opera più voluminosa e, dopo tutto questo tempo, ha realizzato che tutta la musica che aveva prodotto aveva bisogno di un doppio album per essere degnamente rappresentata.
Ed è così che è arrivato “Blinking lights and other revelations”: trentatré canzoni che, a detta dell’autore, compongono un concept album sulla vita, con i suoi sogni, le sue fasi, le sue pene e le sue gioie. Tutto questo e molto altro ritroviamo nel nuovo lavoro della band californiana, la quale riprende le sonorità di “Electric show blues” (il disco sulla morte) e le atmosfere di gran respiro di “Daisies in the galaxy” (l’album del ritorno alla vita).
Musicalmente gli eels si destreggiano in uno schema ormai collaudato della canzone pop/rock con forti influenze folk e blues, ed è questa semplicità di scrittura che fa risaltare le grandi atmosfere di questo album.
Come nei precedenti lavori E riversa in musica la sua vita e le storie dei personaggi creati dalla sua mente. Come il ragazzo disperato di “Son of a bitch”, che vuole bene a una madre che non lo ama e ad un padre brutto e ubriaco “addormentato davanti alla porta con il sorriso sotto il naso rosso”. Oppure la lettera al cugino o, in “Mother Mary”, la preghiera alla madre scomparsa precocemente.
Spiegando il significato del titolo del disco, il musicista californiano ha spiegato che si riferisce alle luci natalizie e all’esistenza di due tipi di persone: quelli che amano le luci fisse e quelli come lui che preferiscono vederle luccicare nella notte. Azzardando un po’ si potrebbe dire che E trae ispirazione, non dalle luci, ma dalle case illuminate e dalla vite che ci scorrono all’interno.
“Blinking lights and other revelation” è così un affresco emozionante sulle mille esistenze che incrociano la vita di questo musicista che, ancora una volta, si dimostra come uno dei più interessanti autori della musica statunitense.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.