«IL MONDO DI FRANCESCA - Francesco Facchinetti» la recensione di Rockol

Francesco Facchinetti - IL MONDO DI FRANCESCA - la recensione

Recensione del 14 giu 2005 a cura di Paola Maraone

La recensione

Si ricomincia da Jovanotti. Per la precisione dal Jovanotti di “Ciao mamma” (1990), che infatti qui è riproposta in versione cover, praticamente identica all’originale, se non fosse che DJ Francesco, a differenza di Lorenzo, non ha problemi nel pronunciare le esse e le zeta.
Dunque: sono passati quindici anni – mica pochi – e che cosa è cambiato? Rispetto al Jova degli esordi, cosa sta facendo di nuovo Facchinetti Junior? Poco. C’è tanta allegria caciarona nel suo secondo album, e lui ha una bella faccia e una sana voglia di divertirsi. Lavora col team di Pezzali e con Pezzali stesso (che con lui, nella canzone che dà il titolo all’album, è salito infatti anche sul palco dell’Ariston). Se la gode. È prodotto da Cecchetto – proprio come Jovanotti quindici anni fa. Perché è stato Cecchetto a scoprirlo – proprio come scoprì Jovanotti. Il rischio del disco fotocopia però è molto, troppo alto. Nulla di male qui dentro: testi disimpegnati, alcuni direbbero “adatti all’età” dell’interprete (che però nel frattempo comincia ad avere 25 anni, insomma non è più un ragazzino). E poi: nessuna promessa non mantenuta, il che non è male. Disimpegno e divertimento: su tutto domina una grande passione per i tatuaggi, citati qua e là nei testi, protagonisti del libretto oltre che occupanti di ogni centimetro quadrato disponibile della pelle di Francesco.
Per il resto poche riflessioni profonde e un’intuizione fondamentale: nella vita contano tre, quattro cose, non di più. Una di queste, si sa, è l’amore, che fa capolino qua e là – in “Francesca”, per esempio, che “se non ti vuole vedere te lo dice” e “ti dice che ti vuole bene/ mai ti amo”. Poi c’è la musica (“La musica è l’unica cosa”), la famiglia (in “Ciao mamma” l’unica variazione rispetto al testo originale è un “Ciao papi”, che fa capolino verso la fine), e poi, naturalmente, il sesso, soprattutto in “Viva la biga”, che a un certo punto diventa “Viva la siga” (e andando avanti sarebbe…). Colpi di genio, due. Primo, la frase “Sono tatuato dalla testa fino ai piedi, ne ho uno nella bocca, baciami se non ci credi”. Secondo, l’idea di vendere un cd (peraltro al prezzo imposto di 14,90 euro) che in realtà ne contiene due, unico identico all’altro, con questa giustificazione fornita dallo stesso Francesco: “Una copia a casa e l’altra in macchina (oppure in ufficio). Una la uso e l’altra l’archivio (Back-up). Una in città e l’altra al mare. Se ne perdi una ne hai già un’altra copia”. Mica male, no? E se non siete ancora convinti di acquistarlo, pensateci su: ai tempi di “La mia moto” qualcuno avrebbe detto che Jovanotti aveva anche cervello da vendere?

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