«MAN-MADE - Teenage Fanclub» la recensione di Rockol

Teenage Fanclub - MAN-MADE - la recensione

Recensione del 25 mag 2005 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Se avesse senso dare una definizione ad una band – e spesso non lo ha – quella dei Teenage Fanclub sarebbe qualcosa tipo “Artigiani del pop”. E questo “Man-made” – che è il disco del ritorno per i TFC e che arriva a 5 anni da “Howdy!” e dopo una raccolta che sembrava aver messo la parola fine sul gruppo – conferma questa idea.
Il tempo si è fermato per il gruppo scozzese, come recita il titolo di un brano di questo disco: la loro musica sembra fatta con altri mezzi e in altri tempi rispetto a quelli attuali. Quella che permea dalle tracce di questo CD è un’altra dimensione temporale; una dimensione fatta di chitarrine (sporcate da qualche timido distorsore, come in “Save”), armonie vocali, qualche arco. Insomma quella qualcuno chiamava “power pop”, sulla scia dei Big Star di Alex Chilton: un genere da cui molti hanno pescato a piene mani, dai R.E.M. in poi. Non è un caso che i Teenage Fanclub abbiano esordito su quella Creation che è stata l’etichetta cardine del revival inglese tra fini ’80 e inizio ’90.
I Teenage Fanclub hanno sempre scelto un basso profilo, rimanendo indipendenti “di testa” anche quando i loro dischi uscivano per la Columbia (a differenza di altri gruppi provenienti dalla Creation, leggi Oasis). In fin dei conti, pubblicarsi un disco da soli come succede ora, per la prima volta (hanno fondato l’etichetta PEMA appositamente), gli calza a pennello.
Perché quella dei Teenage Fanclub è musica snob: non che sia intellettuale – anzi tutt’altro: canzoni come “Cells” o “Only with you” sono dirette come poche altre che capita di sentire oggi; però i Teenage Fanclub sembrano trovarsi a loro agio in una minoranza, come diceva Nanni Moretti. Dalle loro canzoni traspare il piacere di fare musica, oggi come 10 anni fa. Di farla in maniera semplice, senza troppi fronzoli, come se la musica fosse ancora qualcosa di fresco e non schiacciata dall’industria e dalla tecnologia. Un qualcosa di artigianale, appunto.
“Man-made” scorre via che è un piacere: è un disco solare, che mette allegria. Certo, a chi ascolta per la prima volta i Teenage Fanclub potrà sembrare derivativo, perché i TFC sono derivativi. Però non lo nascondono, e non lo esibiscono neanche, come certi gruppi di moda oggi. Insomma, i TFC si presentano per quello che sono, e questa è la loro forza. Se avete voglia di una ventata di musica fresca, ecco dove trovarla.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.