Il pubblico, comunque, ha mostrato di gradire. Ha seguito Biagio in tour, ha prenotato 150.000 copie di questo “parte II”, ha comprato. Tanto meglio per Antonacci. Qui, come in “parte I”, c’è una traccia video; per quello che riguarda le canzoni, nessuna sorpresa, si resta in tema, a cominciare dal testo della breve introduzione che apre l’ascolto e che recita, “Convivendo. La mia parte peggiore si miscela con la tua migliore... Il mio peggior difetto può far diventare te migliore... Il nostro letto, una partenza e mai un arrivo... Un bagno, attesa e libertà... Un vieni anche tu, un sì o un no sincero... Senza dover temere offesa o delusione. Siamo nati da condivisione e, credo, ne moriremo privi”.
Cosa vuol dire? Mah. Non era importante nella parte 1, non lo è adesso. E la musica? Antonacci firma il disco come autore delle canzoni, come produttore artistico assieme a Steve De Maio e come arrangiatore in collaborazione sempre con De Maio e con Saverio Lanza. Anche la parte 2 è stata registrata a casa di Biagio a Bologna: “Avevo bisogno di calore e rumore, non volevo orari e vincoli. Abbiamo, io e Stefano, cercato di modellare una cornice sottile intorno alle canzoni, mai invadente e mai frettolosa. Saverio ha suonato la maggior parte degli strumenti con la forma istintiva di sempre. Io sono tornato alla batteria e alla relativa programmazione”.
Riassumendo, per aiutarvi a decidere – alla fine, sempre lì si finisce – se comprare o no questo disco: se vi è piaciuta la prima parte, e in generale se vi piace Antonacci, vi piacerà anche la seconda. Viceversa, lasciate perdere.