Un album corposo, quattordici canzoni, in cui prevalgono tinte cupe e risvolti noir, non necessariamente pessimistiche, nate in una cantina e spesso di getto, alcune persino di fronte al microfono. Musicalmente dominano i blues e le ballate, mentre l’immaginario lirico è contornato da personaggi come “Madame Falena”, che si vendica dell’adulterio subito dal marito, oppure “El Baron”, vicino a certe evanescenze macabre alla Bela Lugosi, il cui destino lo porterà al manicomio, o ancora uomini che, uniti nella preghiera alla Madonna, e consapevoli della sofferenza vissuta, continuano a invocare la sua grazia e il suo appoggio, come avviene in “Caramadona”. “Il paradiso e lo scorpione” racconta di bordelli e finanzieri, complice un incalzante blues a tratti quasi “indemoniato”, mentre “El fantasma del ziu Gaetan” è una filastrocca scritta dal cantautore comasco suonando gli strumenti giocattolo del figlio. “Il corvo” viene scelto come l’animale in cui identificarsi in qualità di cantastorie, “Rosanera” è invece un omaggio alla libertà del musicista di poter suonare davanti a chi vuole, scacciando le accuse di chi aveva voluto inquadrarlo in uno schieramento politico dopo la partecipazione alle feste della Lega. In “Nona Lucia” viene citato il Praa de la Tàca, luogo antichissimo in cui un tempo streghe e stregoni si radunavano per celebrare riti magici, probabilmente gli stessi de “Il libro del mago”. La costante del Lago ritorna invece in “Shymmtakula”, preghiera rivolta alle ombre che di notte affollano le rive accompagnando chi è costretto a costeggiarlo. C’è poi spazio anche per alcune considerazioni sociali nella conclusiva “Il prigioniero e la tramontana”, storia di un condannato alla prigione la cui esistenza è confortata dal vento che soffia tra le sbarre, simbolo di libertà.
Nel complesso un disco unitario, con un filo conduttore che non vuole per forza assurgere a concept-album. Un disco che potrebbe portare De Sfroos anche al di fuori dei confini italiani, come sta dimostrando nel tour in corso con date anche a Berlino e Bruxelles.