«LIVE AT THE APOLLO - Ben Harper» la recensione di Rockol

Ben Harper - LIVE AT THE APOLLO - la recensione

Recensione del 29 mar 2005 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ben Harper non ne aveva bisogno. Non gli serviva, né per la sua immagine né per la sua carriera, incidere “There will be a light”, disco gospel nato nel giro di una settimana con i Blind Boys of Alabama. E, dallo stesso punto di vista, non gli serviva neanche questo live, registrato sempre con i BBoA al concerto di presentazione del disco, il 12 ottobre del 2004 allo storico Apollo Theater di Harlem.
Non gli serviva perché Ben Harper non ha bisogno di dimostrare a nessuno né le sue radici musicali, che sono già evidenti nei suoi dischi, né la sua purezza, ovvero la sua capacità di seguire il suo istinto prima ancora che le regole del music business.
Non ne aveva bisogno, però ha inciso e pubblicato questi due dischi. E noi siamo qua, a goderceli entrambi, felici che ci sia qualcuno ancora capace di fare musica con l’anima. E che musica. “There will be a light” era un gioiello di intensità: la musica di Ben Harper resa ancora più profonda dalle voci di questi cantanti che trasudano storia ad ogni nota.
Questo live, se possibile, raddoppia l’effetto. Perchè l’intesa tra I BBoA e Ben Harper è perfetta anche sul palco, perché si sente l’ammirazione del Nostro verso questo gruppo. E, soprattutto, perché questo live è ciò che dovrebbe essere ogni live: la registazione di un evento eccezionale, unico.
In altre parole “Live at the Apollo” cattura la magia dello spettacolo “one-off”, quella magia che i dischi dal vivo fatti di “taglia e incolla” di diversi concerti di una stessa tournée non possiederanno mai.
Per l’occasione, Harper e i BBoA hanno suonato dal vivo tutto “There will be a light”. In aggiunta rivisitano tre tra i brani di Harper più in linea con l’idea di fondo di questo connubio “I want to be ready”, “Give a man a home” e “I shall not walk alone”.
Insomma, un piccolo gioiello: non è il primo disco dal vivo di Harper (che aveva pubblicato il bellissimo “Live from Mars”, diviso tra rivisitazioni elettriche ed acustiche delle canzoni), ma è perfettamente complementare al resto della discografia di questo grande artista. Scusate i superlativi ma, come dimostrano dischi come questo “Live at the Apollo”, è difficile non usarli con uno come Ben Harper.

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