«ANIMAL LOVER - Residents» la recensione di Rockol

Residents - ANIMAL LOVER - la recensione

Recensione del 23 mar 2005

La recensione

Non ancora soddisfatti di una lunga carriera da tenaci guastatori, i Residents pubblicano un nuovo album. Questa volta il misterioso gruppo americano (di cui ancora non si conoscono le identità dei singoli membri)affronta il tema del sesso, dalla prospettiva degli animali. Secondo la presentazione, le basi ritmiche dell’album sono state assemblate utilizzando rumori prodotti da animali (e anche da esseri umani) durante l’accoppiamento. Vero? Presa per i fondelli? Qualsiasi possibilità è aperta.
Onestamente, l’ascolto non scioglie il dubbio, ma in fondo non è importante. Il vero problema è come prendere questo album. La soluzione più semplice è sistemarlo in un ipotetico scaffale chiamato “altri dischi dei Residents”, partendo dall’assunto che quelli che contano davvero siano i primi lavori e nefandezze come “Third reich’n’roll” e il massacro di “Satisfaction”. All’estremo opposto, si può considerare “Animal lover” come un nuovo tassello di un mosaico difficile da decifrare: l’opera sono i Residents stessi, la loro estetica (spesso) disturbante e le loro strategie artistiche e promozionali. Entrambe le ipotesi sono sostenibili, ma l’approccio migliore resta quello del neofita che ascolta il disco senza conoscere precisamente i trascorsi e il ruolo dei Residents.
In Questo caso, ci si trova a dover fare i conti con brani come “Elemr’s song” e “Dead men”, che sembrano canti religiosi di un culto non identificato, la marcetta elettronica “Mr. Bee’s bumble” e la sinistra “Ingrid’s oily tongue”, che non sfigurerebbe nella colonna sonora di un film di serie B con pretese artistiche. Niente di particolarmente difficile, ma l’atmosfera generale ha qualcosa di grottesco, che può risultare tanto affascinante quanto repellente. Confusi? I Residents non chiedono di meglio. Ora potete decidere se convertirvi al loro verbo e ripercorrere a ritroso la loro discografia (nel caso, in bocca al lupo a voi e alla vostra carta di credito) oppure convincervi che vi hanno preso in giro, per giunta annoiandovi a morte con le loro nenie. Altrimenti, tenetevi “Animal lover” nello scaffale dei dischi difficili, imparate i riferimenti a Darwin e Freud nel comunicato di presentazione della Mute ed esaltate la grandezza dei Residents quando se ne presenta l’occasione. Così, tanto per fare bella figura con gli amici colti.

(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST

01. On the way to Oklahoma
02. Olive and gray
03. What have my chickens done?
04. Two lips
05. Mr. Bee’s bumble
06. Inner space
07. Dead men
08. My window
09. Ingrid’s oily tongue
10. Mother no more
11. Dreaming of an anthill (teeming)
12. Elmer’s song
13. The monkey man
14. The whispering boys
15. Burn my bones
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