Tears for Fears - EVERYBODY LOVES A HAPPY ENDING - la recensione

Recensione del 25 feb 2005

Gli Oasis non sono stati i primi ad ispirarsi dichiaratamente ai Beatles ed a vendere milionate di dischi. Forse nella memoria degli ascoltatori più giovani è facile pensare che la geniale idea di scalare le classificje prelevando certi passaggi, certe idee sia stata dei fratelli Gallagher…

Che intuizione, rifarsi al gruppo più fortunato della storia, eh? Tutt’altro, perché certe melodie, certe orchestrazioni sono talmente sedimentate nell’immaginario collettivo che è impossibile riprodurle e sperare di passarla liscia, a meno di non essere dei geni o dei grandi paraculi.
Gli Oasis appartengono a quest’ultima categoria, sicuro (lo diciamo con tutto l’affetto possibile, a scanso di equivoci). Gli XTC alla prima, e infatti non hanno avuto successo. I Tears For Fears a entrambi.
Per chi è cresciuto musicalmente negli anni ’80, le loro “Shout” , “Everybody wants to rule the world” e “Sowing the seeds of love” occupano un posto speciale. Sapere che si sono riformati è un pò come rivedere i Duran Duran. Un colpo al cuore. Sapere poi che hanno sfornato un disco beatlesiano fino al midollo, proprio come “Sowing the seeds of love” è un doppio colpo. In realtà la ditta TFF era andata avanti anche dopo quel disco, ma portata avanti dal solo Ronald Orzabal, dopo l’uscita di Curt Smith. Ora come Lennon & McCartney, rieccoli assieme, a ridere dicendo che “Sowing…” era il loro disco lennoniano. Questo “Everybody loves a happy ending” invece il disco influenzato da McCartney.

Scherzi a parte, i Tears For Fears sono piccoli geni, con un senso della melodia ruffiano, in senso buono, e tornano con un disco che conferma la loro bravura sia nello scrivere che nell’orchestrare canzoni. Fin dall’apertura della title track (con i suoi cambi di tempo che sembrano provenire dritti da “A day in the life”) passando per il singolo “Call me mellow” o per (meglio ancora) “Secret world” i Tears For Fears propongono un disco di pop retrò, melodico e orchestrato, ma mai troppo pesante che concilia piacevolezza e bravura.
Certo, poi: la nostalgia è in agguato dietro l’angolo, e in questo caso è doppia: per i Beatles e per gli anni ’80. Ma questo un rischio che si può correre, almeno per questa volta.

(Gianni Sibilla).

Tracklist

01. Everybody loves a happy ending
02. Closest thing to heaven
03. Call me mellow
04. Size of sorrow
05. Who killed tangerine
06. Quiet jones
07. Who you are?
08. The devil
09. Secret world
10. Killing with kindness
11. Ladybird
12. Last days on earth
13. Pullin’ a cloud
14. Out of control

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