«1988-1998 DIECI ANNI DI FRATELLI DI SOLEDAD - Fratelli di Soledad» la recensione di Rockol

Fratelli di Soledad - 1988-1998 DIECI ANNI DI FRATELLI DI SOLEDAD - la recensione

Recensione del 12 dic 1998

La recensione

Chi conosce i Fratelli sa cosa può aspettarsi dalla loro musica: antagonismo politico, poesia naif e tanta voglia di divertirsi e ballare. L’antologia che esce in questi giorni per la Mescal (distribuz. Mercury) ripropone le cose migliori dei loro tre lavori composti di materiale originale, vale a dire "Barzellette e massacri", "Gridalo forte" e "Balli e pistole", per un totale di 14 brani. Totalmente assente, da quest’antologia, è invece qualsiasi estratto dall’album "Salviamo il salvabile", disco interamente di cover che - per ironia della sorte - viene da molti considerato il loro album migliore: l’unica eccezione che ci riconduce a quel disco è il remix inedito di "Gioia e rivoluzione" che di questa raccolta costituisce un po’ la chicca, al punto da essere strillata in copertina. Si tratta della cover del brano degli Area, qui registrata nel 1994 con Raiss degli Almamegretta alla voce e mixata da Max Casacci (Africa Unite, Subsonica). Un colpo da maestro, come si suol dire, anche se il resto della raccolta contiene delle ottime cose: a partire dai primi brani fortemente influenzati dallo ska e dal reggae ("Fratelli di Soledad", "Radiomuffin", "Brescia Bologna Ustica", "Col sangue agli occhi", "Rivoluzione rasta") per finire con quelli più rockettari di "Balli e pistole" ("Sulla strada", "Un uomo solo al comando"). "1988-1998 Dieci anni di Fratelli" viene presentata come l’antologia che dovrebbe mettere fine alla storia del gruppo (che peraltro è dato per sciolto dalla fine dello scorso anno), ma in realtà Zorro e i suoi sono ancora in tour, per un’ultima - così sembra - serie di concerti. Si scioglieranno davvero? In caso sarebbe un peccato; i palchi d’Italia e il popolo ‘barricadero’ dei centri sociali rimarrebbero orfani di un gruppo, magari non incredibilmente originale, ma potente e scatenato dal vivo. Non dimentichiamo che sono stati proprio gruppi come loro, insieme a Mau Mau, Africa Unite, Sud Sound System, a tenere alta la bandiera di un’alternativa musicale sincera, canalizzando in qualche modo la voglia di cambiamento ‘civile’ presente tra i frequentatori di quei circuiti culturali. E adesso che l’antagonismo si è affermato a livello overground magari è facile dimenticarsene. Ciao, Fratelli, e grazie per la musica e le parole.

Tracklist:
"Fratelli di Soledad"
"Radiomuffin"
"Brescia Bologna Ustica"
"Quello che vuoi"
"Gridalo forte"
"Valencia"
"Col sangue agli occhi"
"Rivoluzione Rasta"
"Silvia"
"Gioia e rivoluzione remix inedito"
"Sulla strada"
"Giostra"
"Ballo e pistole"
"Fuoco e ritmo"
"Un uomo solo al comando"
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