«THE GLOBE SESSION (TOUR EDITION) - Sheryl Crow» la recensione di Rockol

Sheryl Crow - THE GLOBE SESSION (TOUR EDITION) - la recensione

Recensione del 28 feb 1999

La recensione

Questo è un album per fans, diciamolo subito: nessun nuovo pezzo inedito, ma "solo" un bonus disc con sei brani dal vivo che si aggiunge alla tracking list del CD principale che già conoscevamo da "The globe sessions" e di cui abbiamo pubblicato la recensione al momento dell’uscita. Ma la bella Sheryl, cantautrice di razza, corista di esperienza e donna di tradizione, dal vivo è apprezzabilissima, e l’album vale la spesa, soprattutto per coloro i quali non avevano provveduto a munirsi del suo terzo album: ciò che offre questa "special edition" è un breve e intenso assaggio di quello spaccato del rock a stelle e strisce che i critici d’oltre oceano usano sintetizzare come ‘americana’. Sei pezzi sarebbero comunque troppo pochi per un vero greatest hits - mancano vari cavalli di battaglia, tra i quali "Run baby run", con cui Sheryl Crow divenne solista di successo - e non è questo lo scopo dell’operazione, come è evidente; definiremmo l’album, semmai, un compendio semi-acustico dello stile dell’artista, che ha registrato i brani aggiuntivi alla Church of Holy Trinity di Toronto il 13 novembre 1998. "It don't hurt", blueseggiante, rende ancora meglio live che in studio, forse per il tema che tratta - la fine di una relazione tra un uomo e una donna. La protagonista è impegnata a mettere a soqquadro la casa in cui viveva con il compagno con cui ha rotto e cerca di autoconvincersi gradualmente che le cose iniziano ad andare proprio bene; ma ciò sarà vero soltanto alla fine, quando - a partire dalla tappezzeria fino a ogni minimo ricordo - tutte le tracce di "lui" saranno state spazzate via. Sempre da "The globe sessions" sono tratte "The difficult kind" - ballata stonesiana spruzzata di country - e "Riverwide" - il suo contraltare europeo, che mostra accenti quasi celtici. A completare il set la celebre "A change would do you good", stravolta giusto quanto basta, la meno nota "Strong enough" e "Everyday is a winding road", un altro successo della fascinosa ‘cantautora’. In sintesi: meno Stones, meno Clapton e più Dylan: è così che i riff si stemperano dolcemente nel calore dei suoni più acustici.

Track list:
Disc One
1. My favorite mistake
2. There goes the neighborhood
3. Riverwide
4. It don’t hurt
5. Maybe that’s something
6. Am I getting through (part I & II)
7. Anything but down
8. The difficult kind
9. Mississippi
10. Members only
11. Crash and burn
12. Resuscitation
Bonus Disc
A change would do you good
Riverwide
It don’t hurt
Strong enough
The difficult kind
Everyday is a winding road
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