«OLD FRIENDS LIVE ON STAGE - Simon & Garfunkel» la recensione di Rockol

Simon & Garfunkel - OLD FRIENDS LIVE ON STAGE - la recensione

Recensione del 16 dic 2004 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Il revival in musica è una brutta bestia. Facile da sfruttare, sull’onda dell’emozione e degli introiti commerciali. Così si può dire che la reunion di Simon & Garfunkel, dopo una manciata di canzoni che hanno fatto la storia del pop, trionfi, concerti megagalattici, liti e separazioni, si potrebbe leggere in modo assolutamente negativo.
Paul Simon ha avuto una carriera solista dalle alterne fortune (alcuni grandi dischi e alcuni grandi successi, su tutti “Graceland”) ma negli ultimi tempi non aveva di certo brillato. Art Garfunkel è sempre stato il più debole della coppia, figuriamoci da solo. A tornare insieme avevano solo da guadare loro, le loro carriere, i loro conti in banca e quelli delle loro case discografiche, dei loro promoter (considerando gli sponsor che hanno attirato: pensate al concertone di luglio ai fori imperiali).
Anche il pubblico, però, aveva da guadagnarci: perché sarà pure la nostalgia, sarà pure che sono invecchiati parecchio. Ma, cavolo, sono ancora grandi, e sono comunque un piacere da (ri)ascoltare.
Poi uno potrà dire: perché mi devo comprare un disco dal vivo come questo “Old friends”? Non basta lo storico “Concert in Central Park”? O il “Concert in Central Park” fatto dal solo Paul Simon qualche anno dopo? Certo che possono bastare, e un disco dal vivo come questo non aggiunge nulla che già non sappiate, se non un inedito di studio (“Citizen of the world”) presente alla fine, neanche entusiasmante.
Però. Però sono sempre il loro repertorio non si discute. E’ un piacere riascoltare queste canzoni, e le interpretazioni di questo tour sono ottime, così come la resa della band che accompagna il duo (bello, per esempio, l'arrangiamento quasi jazzato sul finale di "Homeward bound"). Oltretutto sono presenti canzoni che sugli altri live non c’erano, tipo il micidiale 1-2 iniziale di “A hazy shade of winter” e “I am a rock”. Sono presenti pure gli Everly Brothers, grandi ispiratori del duo, e doverosamente omaggiati. E’ presente tutta la sequela di iperclassici, da “The sound of silence” a “The boxer”, per quelli che voglio solo le canzoni stra-famose.
E avete voglia ad ascoltare i Kings Of Convenience, bravissimi e godibilissimi, che pure nell’ultimo disco rendono omaggio ai padri putativi. Simon & Garfunkel sono un’altra cosa. Saranno pure invecchiati, sarà pure la nostalgia, ma questo “Old friends” è godibilissimo, anzi è proprio un piacere da ascoltare.

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