«RIOT ON AN EMPTY STREET - Kings of Convenience» la recensione di Rockol

Kings of Convenience - RIOT ON AN EMPTY STREET - la recensione

Recensione del 05 gen 2005 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Questo disco si è classificato all'8° posto nel referendum della redazione di Rockol.
Nello spazio recensioni trovate in questi giorni il “countdown dal 15° al primo posto: il vincitore verrà annunciato lunedì 17 gennaio.


“Due voci fuse perfettamente escono dai solchi di questo disco che ho trovato”: è una delle prime frasi che si sentono in questo disco, contenuta in “Homesick”. Il riferimento, neanche tanto velato, è a Simon&Garfunkel, che sono stati spesso citati come fonte d’ispirazione per questo duo norvegese.
I Kings Of Convenience hanno avuto successo proprio su quella scia, quella di un pop acustico, dalle melodie cristalline, proprio come quelle dei due americani. Con il loro esordio dichiaravano che “Quiet is the new loud”, la “calma è il nuovo modo di far casino”. Salvo poi smentirsi già al secondo disco, se possibile ancora più lodato del primo: si intitolava “Versus” ed era un bellissmo disco di Remix elettronici delle canzoni del primo disco.
I Kings Of Convenience sono tornati, dopo un periodo turbulento e di liti interne, dovute soprattutto alla carriera solista di Erlend Oye. Sono tornati e quell’omaggio iniziale sembra messo lì per dire: ecco, riconosciamo i nostri maestri, ma siamo cresciuti.
“Riot on an empty street” è un disco maturo, che non replica e non rinnega la formula del pop acustico dell’esordio, e tralascia le sperimentazioni elettroniche di “Versus” (considerato dal duo un divertissment, non un vero album). Insomma, un disco che afferma che i KOC sono un duo di pop acustico, ma a cui piace ampliare i propri orizzonti. Le canzoni confermano la matrice acustica, ma poi la ampliano, con altri strumenti: come “Gold in the air of summer”, che parte per chitarra e voci, poi si abbellisce con delicato piano ed una tromba. Lo stesso strumento parte su “Live long”, ricordando piacevolmente le bossanova scritte da Burt Bacharach. In “Know how”e “The build up” i due aggiungono addirittura una voce femminile, quella della canadese Feist. Tutto rimane sempre molto delicato, mai sopra le righe: una musica rilassante senza essere noiosa; forse un po’ indolente come certi pomeriggi d’estate, piacevoli nella loro pigrizia.
I Kings Of Convenience sono questi, prendere o lasciare. Dimenticatevi il “New acoustic movement”, l’etichetta che la stampa inglese ha costruito a partire da loro e dai Turin Brakes. Questi due ragazzi norvegesi hanno semplicemente il dono di saper scrivere e arrangiare canzoni terribilmente retrò e terribilmente piacevoli. “Riot on an empty street” è un disco che scorre via piacevole, e che vi lascia un’altrettanto gradevole voglia: quello di rimetterlo su e riascoltarlo da capo.

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