«DAL VIVO - VOLUME 3 - Ivano Fossati» la recensione di Rockol

Ivano Fossati - DAL VIVO - VOLUME 3 - la recensione

Recensione del 03 nov 2004

La recensione

Se c’è una parola che può definire la filosofia musicale di Ivano Fossati, questa è “rigore”. Rigore interpretativo, nella performance in studio e dal vivo: la sua è una musica senza sbavature e senza fronzoli, ma tutt’altro che fredda. Rigore nelle scelte, rigore nel pubblicare musica solo quando ce n’è motivo. Fossati, a differenza di altri suoi colleghi, non è uno che pubblica raccolte e live a raffica. Non c’è quindi da storcere il naso o da pensare a qualche operazione di marketing vedendo questo “Dal vivo - volume 3”. Che è difatto il secondo disco dal vivo in trent’anni di carriera: i primi due erano stati pubblicati a pochi mesi di distanza nel 1994.
Questo disco è – semplicemente – la testimonianza di una delle migliori tournée del cantautore ligure. Una tournée etichettata come “acustica”, ma anche in questo caso senza malizia, come spesso capita quando si usa questo termine (o il suo corrispettivo anglosassone, “Unplugged”).
Quello che conta è il risultato: uno splendido disco che raccoglie alcune delle migliori canzoni di Fossati, rivisitate: scarnificate o, meglio, con arrangiamenti più ariosi, ma sempre rigorosi, come si diceva poc’anzi. Ci sono i brani più noti, come “I treni a vapore”, “La pianta del tè”, “Mio fratello che guardi il mondo” o “Una notte in Italia”, ma anche recuperi meno scontati, come “Notturno delle tre” o “Smisurata preghiera”, scritta con Fabrizio DeAndré per “Anime salve”. C’è soprattutto la più bella canzone scritta da Fossati negli ultimi anni, “Il bacio sulla bocca”, splendida ballata d’amore. Peccato solo che manchi la presentazione che Fossati era solito fare sul palco, nella quale ironizzava sulla propria tendenza a scrivere canzoni sull’amore perso, più che su quello trovato.
Insomma, “Dal vivo volume tre” è un disco onesto, nel senso più puro del termine: svela fino in fondo le intenzioni e la profondità di questo grande cantautore: schivo e riservato come ogni ligure che si rispetti, ma grande nel comunicare attraverso la musica.

(Gianni Sibilla)

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