«ILLUSIONI PARALLELE - Tiromancino» la recensione di Rockol

Tiromancino - ILLUSIONI PARALLELE - la recensione

Recensione del 10 ott 2004 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

I Tiromancino sono una mosca bianca. Uno di quei rari gruppi che mettono d’accordo quei rompiballe dei “critici” con il pubblico. Gruppi ancora più rari in italia, dove o vendi dischi, o non vendi e allora magari la stampa parla bene di te.
Eppure "In continuo movimento" ha ricevuto (e giustamente) molte lodi, e ha venduto pure bene, trainato da un singolo apparentemente difficile come “Per me è importante”. Il trucco sta proprio lì: una scrittura tradizionale, che parla di concetti semplici, ma in modo tutt’altro che banale. Ora che si sente questo nuovo “Illusioni parallele” lo si capisce ancora meglio. Più ancora che nella ricerca musicale, nella fusione tra suoni acustici ed elettronici, il segreto dei Tiromancino sta nella capacità narrativa di Federico Zampaglione. Proprio come in quelle del suo idolo e amico, Lucio Dalla (ma quello dei giorni migliori, di cui qui viene ripresa la non notissima “Felicità”), nelle storie di Zampaglione ti ci puoi identificare senza sentirti uno stupido che ascolta robe melense.
Di storie così, in “Illusioni parallele”, ce ne sono tante. Da quelle del singolo “Amore impossibile” a “Imparare dal vento”. Mancava nel panorama italiano una scrittura così semplicemente classica senza essere mielosa, ma anche cattiva quando serve (come in “Esplode”, cantata insieme a Manuel Agnelli).
Poi, certo, c’è la capacità di non rinnegare la tradizione musicale italiana, ma di saperla modernizzare con l’elettronica. Come già si scriveva a proposito di “In continuo movimento”, unire suoni acustici ed elettronici è una moda molto seguita all’estero, poco riuscita in Italia. In questo caso, i Tiromancino vanno avanti, autocampionandosi: i suoni elettronici sono tutti provenienti da basi precedentemente suonate dal gruppo, e non rubate all’esterno. Loro la chiamano “elettronica suonata”, ed è una definizione bella e calzante.
“Illusioni parallele” è un nuovo passo avanti nel percorso di un gruppo che sa innovare e rimanere fedele alla tradizione. Ma è innanzitutto un bel disco. Ed è questo quello che alla fine conta.

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