«IL MONDO INSIEME A TE - Max Pezzali» la recensione di Rockol

Max Pezzali - IL MONDO INSIEME A TE - la recensione

Recensione del 14 giu 2004 a cura di Paola Maraone

La recensione

Che Max Pezzali fosse un tipo furbo lo sapevano tutti. Ci spieghiamo: ha detto che si svincola dal passato, che non userà più il marchio 883. E in copertina che c’è? Proprio lui: il marchio 883. Certo, è sistemato su una specie di cartello stradale che indica “Max Pezzali” da una parte e “883” dall’altra, ma comunque c’è, è perfettamente riconoscibile, ed essendo un marchio molto noto serve (anche) ad attirare fan.
In realtà non è le cose siano cambiate molto rispetto a prima, né Max ha fatto un’operazione scorretta. Le canzoni degli 883 le scriveva lui, lui era gli 883. Adesso, anche senza queste tre cifre, le canzoni le scrive lui lo stesso. Insomma non si capisce bene: che bisogno c’era di accantonare il marchio? Forse è proprio una questione di numeri: l’883, all’improvviso, ha cominciato a stare sulle palle a Pezzali. Ma il resto, scusate, è cambiato poco e niente.
Dice – sempre Pezzali – che con gli 883 cercava di raccontare le storie di provincia e il mondo che lo circondava, oggi è più interessato ad esplorare se stesso. Il suo nuovo lavoro, insiste, è un album più introspettivo dal punto di vista dei testi. Okay. A parte che il testo della canzone che apre l’album (“Fai come ti pare”) ricorda molto da vicino il monologo di Danny De Vito alla fine del film “The big Kahuna”, trasformato un paio di anni fa nel singolo-tormentone “Accetta il consiglio… per questa volta” da Linus di Radio Deejay. Per il resto oggi, anziché cantare che “hanno ucciso l’Uomo Ragno, chi sia stato non si sa” Max intona “Non importa dove andiamo né quello che si fa” (che tra l’altro fa anche rima). A parte gli scherzi, è vero: i testi sono più intimisti, Pezzali parla di un rapporto di coppia, si dichiara innamorato (“So che insieme a te io posso arrivare al Polo Nord” e “Io perciò non ho paura di niente se ci sei”): meglio tardi che mai, considerato che il ragazzo non ha più vent’anni. Comunque, una rassicurazione a tutti quelli che l’hanno amato in passato: il buon vecchio Max è sempre qui. Sparita un po’ di elettronica, più chitarre in stile pop-rock (“da FM station americana”, dice lui), una produzione potente che si avvale di persone che sanno il fatto loro: alla premiata ditta Peroni&Guarnerio per l’occasione si sono affiancati Guidetti (che lavora con Ramazzotti) e Canova (Tiziano Ferro). Non crediate però che il nostro amico sia diventato un profondo indagatore di pieghe e risvolti dell’animo umano: questo disco è “nato da un viaggio interiore, ma anche da un viaggio verso l’esterno”, in alcuni casi piuttosto leggero e spensierato: prendete per esempio il testo di “Mai uguali”, che va avanti per un bel pezzo a ripetere “Mai uguali, mai banali, mai normali, fuori dalle regole”. Ehm, ehm. Il ragazzo è brillante, ma (non sempre) si applica.
È curioso, piuttosto, dare un’occhiata ai vecchi videoclip che si trovano solo nell’edizione numerata e limitata (30.000 copie): se riuscite a procurarvela tanto meglio, ne vale davvero la pena. Per il resto ci congratuliamo con Max per il suo stato di salute artistica: i milanesi direbbero “l’è semper lù”, e anche questo è un conforto (oltre che una conferma). Chi si aspettava la rivoluzione si metta però l’animo in pace: panta rei, eppure tutto resta uguale. (A margine, speriamo che nella copertina del prossimo cd il marchio 883 sparisca davvero, del tutto, e di non rivederlo un’altra volta, magari in un angolo, magari seminascosto da una crocetta…)

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