«UN GIORNO - Max Gazzè» la recensione di Rockol

Max Gazzè - UN GIORNO - la recensione

Recensione del 18 mag 2004 a cura di Davide Poliani

La recensione

E' tornato, Max Gazzé, nonostante avesse minacciato - in preda allo sconforto e ai ferri corti con la discografia - di abbandonare le scene. E la sua ricomparsa è da salutare con entusiasmo, perché il cantante-bassista romano ha saputo confezionare un album bello e, soprattutto, sincero. Un disco, il suo "Un giorno", che ad un ascolto frettoloso potrebbe suonare forse pretenzioso e che ai puristi di certe atmosfere potrebbe sembrare un esperimento poco riuscito. “Un giorno” è stato infatti stato realizzato secondo i dettami del severo Steve Albini: il guru dell'indie d'oltreoceano in origine ne avrebbe dovuto curare addirittura la produzione.
Max, tuttavia, ha sempre fatto dell'intelligenza la sua arma migliore, ed anche in questa occasione non delude le aspettative: lavorando comunque su un impianto di scrittura piuttosto tradizionale e facilmente fruibile (anche e soprattutto al grande pubblico), Gazzé sceglie di "tornare alle origini" dando alle canzoni una veste inedita ma assai sobria, sfruttando appieno gli arrangiamenti di una formazione "tradizionalmente" rock (eccezion fatta per il secondo basso) ma evitando di autocompiacersi. Si ascolti, al proposito, il quasi-punk de "I forzati dell'immagine", o la nevrotica "Tutti salvi", dalla ritmica spezzata, impastata con un intreccio chitarristico assolutamente rumoroso: certo, non mancano episodi meno estremi - pensiamo, più che ai singoli "La nostra vita nuova" e "Annina", a "Pallida", dove alla voce ritrova posto l'amico Daniele Silvestri -, che mantengono, in ogni caso, una propria precisa personalità, in virtù proprio del trattamento "sonoro" che, in questa occasione, Max ha scelto di riservare alle proprie creazioni.
Tralasciando qualsiasi considerazione di carattere troppo intellettuale (come ad esempio il coraggio di presentare un prodotto così particolare in un constesto - quello mainstream - così paludato) non possiamo che apprezzare questa nuova sortita di Max Gazzé: "Un giorno" potrà avere anche qualche difetto e qualche punto debole, ma la sensazione che si ha ascoltando le 11 canzoni che lo compongono è quella di assistere ad una piccola sfida, ad una scommessa che un artista “arrivato” ha fatto con se stesso, consapevole - se non di vincere - di essere solamente al primo round. Bentornato, Max.

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