«LIVE, JANUARY 7, 1978 AT THE PALLADIUM, NYC - Ramones» la recensione di Rockol

Ramones - LIVE, JANUARY 7, 1978 AT THE PALLADIUM, NYC - la recensione

Recensione del 20 mag 2004 a cura di Franco Zanetti

La recensione

Se vi è capitato di frequentare Rockol, forse già sapete della mia devozione per i Ramones, testimoniata nel nostro archivio dalla recensione del loro primo album (http://www.rockol.it/Recensione.asp?idrecensione=2039). Ovvio dunque che venisse affidata a me la recensione di questo album live, registrato al Palladium di New York nella data indicata dal titolo dalla formazione “classica” della band (Joey Ramone, voce; Johnny Ramone, chitarra; Dee Dee Ramone, basso; Tommy Ramone, batteria). La qualifica di estimatore e fan non mi esime, però, dal domandarmi se davvero ci fosse bisogno di un altro live del quartetto newyorchese. Di album registrati dal vivo, la discografia dei Ramones ne conta già parecchi: a partire da “It’s alive”, datato 1979 e registrato al Rainbow di Londra nella notte fra il 31 dicembre 1977 e il 1 gennaio 1978 dalla stessa formazione di questo disco (Joey, Johnny, Dee Dee e Tommy); per proseguire con “Loco Live”, uscito nel 1992, e registrato a Barcellona nell’aprile del 1991 con la formazione Joey/Johnny/C.Jay Ramone (basso)/Marky Ramone (batteria); con “Greatest hits live”, registrato dalla stessa formazione del precedente il 29 febbraio del 1996 all’Academy di New York e pubblicato nel 1996; e con “We’re outta here!”, registrato nell’agosto del 1996 al Palace di Los Angeles ancora dalla formazione Joey/Johnny/C.Jay/Marky con l’aggiunta di ospiti come Dee Dee Ramone, Chris Cornell e Ben Shepard dei Soundgarden, Lemmy Kilmister dei Motorhead, Tim Armstrong e Lars Fredericksen dei Rancid e Eddie Vedder dei Pearl Jam.
Insomma, di documentazioni dell’attività live dei Ramones ce ne sono, in giro; e anche se lo status di culto della band può giustificare l’insistenza nel rivolgersi al mercato dei fans e dei collezionisti, è difficile credere che fra questo “Live, January 7, 1978” e il citato “It’s alive” ci siano differenze tali da rendere necessario il possesso di entrambi i dischi. Tanto più che fra il concerto documentato dal primo e quello documentato dal secondo non è passata nemmeno una settimana (da Capodanno al 7 gennaio del 1978), e che le due scalette coincidono perfettamente - con una sola eccezione: quella di “It’s alive”, 28 brani, contiene come traccia 23 “Judy is a punk”, che nel disco di cui parliamo qui (27 brani) semplicemente non figura. D’accordo, il concerto qui riproposto è stato probabilmente il primo evento importante del quale i Ramones sono stati protagonisti nella loro città natale (al Palladium avevano già suonato il 6 ottobre dell’anno prima, ma come gruppo di supporto - insieme ai Talking Heads - per Iggy Pop); d’accordo, questo disco (come dice nelle note di copertina Monte A. Melnick, tour manager dei Ramones dal 1974 al 1996) “ti fa ascoltare il suono della giovinezza” (della sua, della mia, di quella forse di molti di voi). Ma la domanda è: se ne sentiva il bisogno?
Certo è che risentire la forza, la grinta, l’entusiasmo, la carica di questi quattro ragazzi in jeans e giubbotti di pelle che strizzano 27 brani in 55 minuti, suonandoli praticamente senza pause fra un pezzo e l’altro, non può non entusiasmare - specialmente chi, come chi scrive, ha avuto l’occasione di assistere di persona a qualche concerto dei Ramones. E se non avete nessun album del gruppo nella vostra collezione, questo potrebbe essere un utile compendio del periodo più significativo dell’attività del quartetto, migliore di una banale antologia di successi.

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