«THE ROLLING STONES SONGBOOK - Andrew Oldham Orchestra» la recensione di Rockol

Andrew Oldham Orchestra - THE ROLLING STONES SONGBOOK - la recensione

Recensione del 16 mag 2004

La recensione

Dell’esistenza di questo disco ci si è ricordati solo qualche anno fa, nel 1997, quando i Verve, per averne campionato senza autorizzazione una frase musicale e averla usata per “Bittersweet Symphony”, sono stati (e giustamente, direi, dopo aver sentito il brano utilizzato) costretti a restituire buona parte dei diritti d’autore del brano agli autori originari e all’autore dell’arrangiamento. Gli autori originari sono Mick Jagger e Keith Richards, l’autore dell’arrangiamento è Andrew Loog Oldham: uno che, nato nel 1944, nel 1963 - a soli diciannove anni - si ritrovò ad essere il primo manager dei Rolling Stones. Sveglio era sveglio, il tipo; lo confermano i componenti della band, parlando di lui in “According to the Rolling Stones”, l’autobiografia recentemente edita anche in Italia da Mondadori. Si era venduto bene, millantando di essere stato l’ufficio stampa dei Beatles (in realtà si era limitato a lavoricchiare negli uffici di Brian Epstein); ma non aveva venduto fumo. Infatti fece bene il proprio lavoro, più dal punto di vista manageriale che da quello produttivo; e in un certo senso lo si potrebbe considerare una specie di progenitore di Malcolm McLaren, per l’abilità di manipolare i media e per la disinvoltura con la quale affrontava imprese ben superiori alle proprie competenze. E’ stato, fra l’altro, il fondatore di quella che si può a buon diritto considerare la prima “etichetta indipendente” britannica, la Immediate (Small Faces, Nice, Amen Corner, Fleetwood Mac, P.P. Arnold), e dopo aver cessato, nel 1967, la collaborazione con gli Stones ha prodotto album di Donovan, Jimmy Cliff, Humble Pie, Bobby Womack, dei bizzarri Los Ratones Paranoicos.
Tutto questo senza saper leggere e scrivere la musica e senza saper suonare alcuno strumento. Non male, no? “Non avevo ancora la patente, eppure ero titolare di un’orchestra”, racconta lui nella prima delle sue due autobiografie (“Stoned”; la seconda s’intitola “2Stoned”, ed è uscita pochi mesi fa). E la Andrew Oldham Orchestra pubblicò quattro album: “16 Hip Hits” (1964, con la partecipazione di Mick Jagger, John Paul Jones e Jimmy Page); “East meets West” (1964, un tributo ai Beach Boys e ai Four Seasons); “The Rolling Stones Songbook” (1966) e “Lionel Bart's Maggie May” (1964). La ripubblicazione in Cd di “The Rolling Stones Songbook” è un piccolo evento, perché rende di nuovo disponibile un lavoro che (nell’edizione originaria in vinile) passava di mano fra i collezionisti a cifre esorbitanti; e perché fa scoprire undici inattese riletture di altrettante canzoni dei Rolling Stones sottoposte a un trattamento che oggi si direbbe “lounge”, ma che all’epoca era invece l’abituale modalità di manipolazione dei successi di classifica da parte delle orchestre da ballo e da sala (gente come James Last, per dire, o Henry Mancini, o l’orchestra Mantovani).
Roba che farebbe (e forse) farà inorridire i puristi del rock (ascoltare, please, il sound brasiliano di “You better move on”, le atmosfere western quasi morriconesche di “Play with fire”, l’effetto “titoli di testa da film anni Sessanta” in “You better move on”); ma che costituisce un autentico godimento per le papille gustative di chi non sta a farsi tante menate di “genere” e apprezza le contaminazioni e le mescolanze stilistiche. E a proposito di “The last time”, evvia, come direbbe Giampiero Mughini: quell’orchestrazione è così particolare, così efficace, così originale anche rispetto al brano di riferimento che non si può proprio negare che “Bittersweet symphony” ne costituisca più o meno un clone, nel senso che è proprio “quella” frase di archi che tiene insieme e rende ipnotico il brano dei Verve.
Non comprate questo disco, se siete integralisti del rock; se non lo siete (e meglio per voi) non fatevelo mancare. Renderà allegre le vostre domeniche mattina.

(Franco Zanetti)

Tracklist:
“Blue turns to grey”
“Satisfaction”
“You better move on”
“Time is on my side”
“Heart of stone”
“As tears go by”
“Play with fire”
“Theme for a Rolling Stone”
“Tell me”
Congratulations”
“The last time”
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