«TEMPLE OF SOUL - LIVE IN ASBURY PARK VOL. II - Clarence Clemons» la recensione di Rockol

Clarence Clemons - TEMPLE OF SOUL - LIVE IN ASBURY PARK VOL. II - la recensione

Recensione del 23 mar 2004

La recensione

Ok, Clarence “Big Man” Clemons è noto soprattutto per essere il sassofonista della E Street Band di Bruce Springsteen. Ok, la sua imponente figura e il suono del suo sax sono scolpiti nella memoria di generazioni di ascoltatori (per esempio, leggete le pagine di Nick Hornby, quando in “Alta fedeltà” parla dell’assolo di “Bobby Jean”). Ok, i comprimari – per quanto di primo piano come Clemons – spesso sono da dimenticare, quando fanno dischi solisti. E, ok, Clemons è un buon sassofonista rock, ma non ha nulla a che vedere con il jazz, area di elezione dello strumento.
Però. Però questo “Live in Asbury Park vol.II” non è il primo tentativo solista di “Big man”. Anzi è il settimo e segue di due anni il vol.I. Entrambi sono stati registrati con i Temple Of Soul nel 2001 ad Asbury Park (fan del boss, vi dice niente il nome di questa località?). Ok, è vero che i dischi degli anni ’80 di Clemons erano da dimenticare, perché spesso mischiavano il pop-soul con gli orridi suoni tecnologici del periodo. Però questo live, un ascolto se lo merita. E non perché compare anche il Boss, che canta e suona in “Raise your hand”, o perché – come nel volume precedente – c’è qualche rivisitazione di brani di Bruce (in questo caso la lunga e conclusiva “Pink Cadillac”).
Questo live si merita un ascolto perché è un piacevole di disco di soul-rock nero. Un disco inciso con una buona band e con delle buone “vibrazioni”. Ci troverete tracce del già citato pop-soul (quella “You’re a friend of mine”, unica canzone simile a un hit single incisa dal Big Man, e originariamente un duetto con Jackson Browne), ma ci trovate anche grandi assoli e grandi linee melodiche di sax, di quelle che hanno reso immortali un sacco di canzoni del boss, come in "Road to paradise". Perché, alla fine, la “voce” del sax di Clemons è una delle più belle e riconoscibili dell’intero circo rock, molto più memorabile del vocione nero, quello vero, che per fortuna viene usato con giudizio in questo disco. Certo, Big Man rimarrà sempre un (grande) comprimario, e ogni volta che farà qualcosa da solo sarà all’ombra del suo Boss. Ma tutto sommato questo live dimostra che è in grado anche di camminare sulle sue gambe, e molto ora più che in passato.

(Gianni Sibilla) .

TRACKLIST

01. Another place
02. Fatha John
03. Livin’ without you
04. Confession
05. Road to paradise
07. I’ll go crazy
08. Raise your hand
09. Lights of the city
10. Pink Cadillac
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