I Primus rilanciano un guanto di sfida al rock facile, quello strofa-ponte-ritornello e via contenti. Nel mirino, in questo "Rhinoplasty", ci sono i super raffinati del trip hop, delle contaminazioni. Uno dei pochi sopravvissuti di unepoca gloriosa, Les Claypool si guarda intorno e lancia un fiero proclama: "Con batteria, basso e chitarra, noi possiamo andare dappertutto". E come alleati di tanta crociata, sono convocati tanti padri illustri, tantè che si può parlare apertamente di cover-album. Sei pezzi su nove sono "rubati" ad artisti che non sempre hanno scelto musica addomesticabile, come è dimostrato ad esempio dallallegra "Scissor man" degli XTC, o linquietante "The family and the fishing net" di Peter Gabriel. E che dire del gruppo che ha inventato il pop-rock più lussuoso degli anni 80, i Police, il cui "lato oscuro" è omaggiato con "Behind my camel"? Tributi anche per lamato Stanley Clarke, Jerry Reed e i Metallica (il gruppo che fu a un passo dallingaggiare Claypool come bassista - ma rimase sconcertato dalle sue impennate funky e dalle continue gag ispirate a Gatto Silvestro). Molteplici maestri perché molteplici sono le vie alla felicità nel rock; i Primus ne hanno scelta una che difficilmente li riporterà in classifica, ma certo li gratificherà della stima degli intenditori (cosa se ne faranno, poi, è affar loro). Dopo aver rivisitato le radici, i frutti finali sono i due brani "live", "Tommy the cat" e "Bobs party time lounge", e una rivisitazione della vecchissima "Too many puppies". Inutile precisare che il tutto è suonato con la consueta maestria.
Primus - RHINOPLASTY - la recensione
Recensione del 09 giu 1998