«CONCERTI - Fiorella Mannoia» la recensione di Rockol

Fiorella Mannoia - CONCERTI - la recensione

Recensione del 25 feb 2004 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

La figura dell’interprete – colui o colei che canta canzoni altrui, spesso inedite e scritte appositamente - è difficile nel panorama musicale italiano, negli ultimi trent’anni viziato dal mito del “cantautore”; ovvero colui che scrive e canta, quindi doppiamente interessante. Eppure la figura dell'interprete è nata con la musica popolare, le grandi voci d’inizio secolo erano tutti interperti. Frank Sinatra, per esempio.
In Italia, dicevamo, non è facile essere “interpreti”. Lo è Mina, abilissima nel scegliersi il repertorio per i suoi dischi, e lo è Fiorella Mannoia. Interpreti pure, in grado di appropriarsi di canzoni altrui come se fossero sempre state loro, o di ispirare autori e cantautori a scrivere per loro. Non è facile essere interpreti pure perché bisogna dosare i passi, le uscite, le scelte, il repertorio. Prendete questo “Concerti”, di Fiorella Mannoia. È di fatto il terzo disco dal vivo della cantante, dopo “Certe piccole voci” del 2000, e dopo il live con Daniele, De Gregori e Ron. Scelta non facile e opinabile, pubblicare un altro live. Scelta giustificata da un tour bello e di successo, quello teatrale del 2003, e da un repertorio rinnovato nei brani e negli arrangiamenti. Tra i 23 brani debuttati in questo giro, spiccano "Metti in circolo il tuo amore" di Ligabue”, "Clandestino" di Manu Chao e "Messico e nuvole" di Paolo Conte, cantate con la consueta personalità. Insomma, la Mannoia sa davvero cosa vuol dire interpretare, che è diverso dal “fare cover”, dal rileggere e stravolgere tipico del rock. Significa cantare una canzone come se l’avessi scritta tu, o come se l’avessi cantata soltanto tu. E sa davvero cosa significa re-interpretare: in concerti ci sono canzoni tipicamente parte del suo repertorio, su tutte quelle dell’autore preferito Fossati, rilette con nuovi arrangiamenti.
Detto questo, fatti i dovuti onori ad una grandissima cantante, una delle migliori in Italia, “Concerti” ha gli stessi difetti che già Rockol riscontrò a “Certe piccole voci”: due CD sono forse troppi, e forse si poteva sfoltire un po’ tra le 23 canzoni. Con l’aggravante che quello era il primo disco live dopo una lunga carriera; questo è, appunto il terzo live in tre anni. Inoltre, da tempo si parla di un suo nuovo disco dedicato al Brasile, e che in questa chiave “Concerti” può sembrare un antipasto o un diversivo.
Insomma, la vita dell’interprete è dura, la Mannoia la gestisce egregiamente, ma poi trovi sempre qualcuno che va a cercarti il pelo nell’uovo, e capisci davvero perché è dura…

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