«JOHN MELLENCAMP - John Mellencamp» la recensione di Rockol

John Mellencamp - JOHN MELLENCAMP - la recensione

Recensione del 29 gen 1999

La recensione

Campione del ‘rural rock’ americano da oltre un decennio, John Mellencamp è abituato a lasciare parlare la musica: rare le sue dichiarazioni ai media, conduce una vita ritirata in Indiana, convive con un cuore matto che lo tiene sulla corda, dipinge qualche quadro di un certo pregio; i tour non sono più incessanti come negli anni Ottanta, e l’uomo odia l’industria discografica ancora più che un tempo, un rancore mai sopito da quando un manager disonesto lo battezzò "Cougar" senza avvertirlo e lo lanciò con un flop nel dorato mondo del rock.
Johnny’s back: con un album omonimo, il suo quindicesimo, riprende il filo di un discorso mai interrotto, fatto di personaggi meno introversi e più irritabili di quelli di Springsteen, di storie semplici e di gente del suo Midwest; per l’occasione, a proposito, la formidabile coppia formata da ‘Jack and Diane’ viene riesumata in quello che è forse il migliore pezzo del disco, "Eden is burning": incendiario, arriva direttamente dalle sue origini ed è, probabilmente, la maggiore concessione alla tradizione della sua carriera. Eh già, perché raramente Mellencamp aveva aperto a stili diversi da quello in cui eccelle come accade stavolta: mentre in "Break me off some", infatti, gioca con un’apertura che ricorda una versione acida di "Come together" dei Beatles che poi si tuffa nel ragamuffin, gli arrangiamenti di "Summer of love" (Amarcord giovanile?) fanno venire alla mente, letteralmente, la colonna sonora di una puntata di "Simon Templar". E non finisce qui, considerando pure i vari accenni hip hop e qualche campionatura...
Ora, superato lo shock che queste notizie possono provocare al fan hardcore, è corretto ristabilire le proporzioni: ‘rockers’ e ‘ballads’ sono ancora la specialità del chitarrista di Bloomington, che offre il meglio di sé in "Fruit trader", il brano di apertura, nella tiratissima "Where the world began" e nell’insolitamente melodiosa "I’m not running anymore", che concorre al titolo di canzone più radiofonica del CD. Dovendo esprimere una preferenza unica, però, optiamo per "Your life is now", il brano più equilibrato tra il retroterra musicale dell’artista e la sua capacità di raccontare i dubbi che un tempo erano bandiere: "Insegneresti ai tuoi bambini a dire la verità?... E’ il tuo momento per fare quello che devi fare", recita il manifesto morale dell’album.
"John Mellencamp" è autoprodotto e ospita nomi illustri come Izzy Stradlin (ex Guns ‘N Roses, chitarra) e la fida Lisa Germano (violino e fisarmonica) in "Miss Missy"; onestamente, ci manca il beat di Kenny Aronoff, uno dei più grandi batteristi rock di ogni tempo, per quanto Dane Clark lo rimpiazzi decorosamente.
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