«CE L'HAI UNA SIGARETTA? - Saverio Lanza» la recensione di Rockol

Saverio Lanza - CE L'HAI UNA SIGARETTA? - la recensione

Recensione del 19 mar 2004 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Quello dei barboni è uno di quei mondi “invisibili”, come recitava il titolo di una (bella) trasmissione di Italia 1 a loro dedicata. “Invisibili” perché turbano la nostra coscienza borghese e un po’ perbenista, che non vuole sentire parlare di fallimento sociale e che tenta di rimuovere, almeno dalla vista, il dolore.
Quella della gente che vive per strada è purtroppo una realtà. Una realtà triste, ma che ha un suo fascino: è un incredibile serbatoio di storie.
Non è la prima volta che la musica presta attenzione a questo mondo. Un precedente che è impossibile non citare è quello di Gavin Bryars, che costruì una suite su un breve frammento cantato da un barbone, inserendovi anche la voce di Tom Waits, e tirandone fuori un lavoro davvero emozionante, “Jesus’ blood never failed me yet”. Il disco, per la cronaca, è stato recentemente ristampato dopo la sua prima pubblicazione del 1993 (anche se la prima lavorazione risale al 1975. A questo indirizzo trovate la storia del disco: http://www.gavinbryars.com/Pages/jesus_blood_never_failed_m.html)
Questo disco di Saverio Lanza, che segna il debutto dell’etichetta fiorentina Number9, parte (quasi) dalla stessa idea. Lanza ha girato l’Italia, registrando voci e dialoghi di clochard, tra Firenze, Milano, Roma e Bologna. Poi ha scelto i frammenti più interessanti e ci ha costruito sopra queste dieci canzoni, talvolta aggiungendo anche la propria voce. “Ce l’hai una sigaretta” è così una sorta di album concept sulla “vita di strada”. Un’idea quindi bella, non necessariamente originalissima, ma sicuramente un’idea: non è poco, davvero.
Il risultato è questo lavoro, bello, stridente come la musica che accompagna le parole dei barboni (che non è necessariamente consolatoria, anzi: passa dalla ballata acustica della bella “Le strade d’italia” al rock quai waitsiano – sarà un caso? – di “Barboncino” o alle accelerazioni elettriche di “La tassa”). Un lavoro non facile, in certi momenti anche faticoso: amalgamare voci registrate per strada con musica creata in studio non è facile; il risultato è sempre convincente a livello narrativo, in certi momenti lo è meno a quello sonoro.
Il disco, coerentemente con la sua origine, viene venduto solo da venditori di strada, a cui andranno le royalties del progetto: e questo, crediamo, chiude perfettamente il cerchio di un progetto davvero affascinante. Se volete saperne di più, consultate il sito www.number9.it, se cercate questo disco, scrivete a info@number9.it o a redaz.fuoribinario@libero.it.

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